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USA Declaration of Independence Lying on Grungy Betsy Ross FlagUna volta, noi illusi illuministi del XVIII secolo, avevamo un faro: gli Stati Uniti d’America. La Costituzione americana sancisce un diritto fondamentale, più forte di quello della proprietà: il diritto alla libera ricerca della felicità.

Da questa enunciazione discende tutta una società – così come dall’esistenza di Cartesio deriva tutta una filosofia – che tagliava nettamente i ponti con le sue ascendenze europee. Quella parte del mondo, per noi italiani, francesi o tedeschi, abituati a vivere in sistemi che pongono al massimo grado la conservazione dello Stato, era l’America. Poi, da Nixon in giù, anche lì si è fatta strada la Ragion di Stato, colà definita come Sicurezza nazionale, e noi illusi illuministi fuori dal tempo abbiamo perso la nostra ultima Thule.

L’Italia ha dovuto subire una monarchia abietta, un ventennio fascista, una guerra tremenda e una guerra civile per elaborare una carta costituzionale che contemplasse la preziosa presenza di minoranze e opposizioni che avessero la funzione delicatissima di controllare e controbilanciare il potere delle maggioranze. Avevamo imparato che la maggioranza può esercitare una vera e propria tirannide: la coercizione della mediocrità, costituzione-repubblica-italiana-fotogramma--258x258il livellamento della persona umana a ingranaggio inutile, la soppressione della individuale, libera ricerca della felicità, a scapito della volontà o delle sventatezze della maggioranza, che è sempre imbecille. Ma negli ultimi vent’anni ce ne siamo via via dimenticati, perché nelle nostre menti ottuse si è fatta strada l’antica e confortante idea che la tirannide sia quella di un uomo solo, un re, un dittatore, un duce.

Così, nessuno di noi, nemmeno tra i più illuminati tra gli illuministi, si rende conto oggi che quella esercitata dal nostro Parlamento è la dittatura di una maggioranza. Di una maggioranza su cui si impernia un governo, che governa ignorando in ogni modo le minoranze. Alcune tra di loro sono francamente rivoltanti, ma questa è una questione di gusto personale: vuoi forse farle fuori? “Che esistano”, sembra dire Renzi, “Io non me ne curo”.

Il cuore della faccenda sta proprio qui: governare si deve sempre trovando il modo di ingoiare come rospi i NO delle minoranze. Insomma, governare significa, se leggi bene la Costituzione italiana, non governare. Il potere esecutivo è quello più esecrato dai nostri padri fondatori. Di fatto, infatti, l’Italia è governata da corporazioni, sette, massonerie, arti e mestieri, sindacati, baroni. Questo a dimostrazione che un ideale, quando casca dall’alto, si insacca nel più grottesco del reale. Questo anche a consolazione e disperazione, perché se l’ideale della maggioranza-tirannide è quella di creare un’Italia nuova, il reale sarà un’Italia vecchia con un vestito nuovo.

E la libera ricerca della felicità? Suvvia: come si può parlare di “libera”, di “ricerca”, di “felicità”, quando la preoccupazione principale di governi d’ogni risma è quella di impedire il lavoro? Supponendo che questo aumenti la prosperità di qualcosa o di qualcuno, supponendo che la Sicurezza globale imponga questa contropartita, come può la gente, senza un’occupazione, avere altri grilli per la testa come la felicità? L’ultima speranza, per noi illuministi del cazzo che siamo rimasti, è che ci conquistino i sunniti dell’Isis.bandiera_isis

francesco affronti scripsit

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