Home

gasparriOggetto: lettera d’amore

Caro Gasparri,
evitiamo di fare discorsi buonisti del tipo – ah, ora che l’hai sbeffeggiata tu, quella ragazzina, tutti i suoi coetanei si sentiranno in diritto di bulleggiarla, immagina una povera adolescente bla bla: tu non puoi immaginare, perché sei un individuo senza fantasia, senza anima. Evitiamo pure i discorsi cattivi – abbi la decenza di stare zitto, vai in giro coi trans, sai che scandOlo per la tua posizione se un giorno qualcuno volesse rovinarti ecc ecc: anche qui, tu, che appartieni a quella fanga che si chiama destra e che tra i suoi miti fondativi ha la retorica ossessiva del tradimento e, nondimeno, non hai avuto scrupoli a tradire Fini, AN e i camerati, per leccare il culo a Berlu (e mettere il tuo nome dietro una legge oscena che consegnò il tubo catodico alle soffitte in cambio di grumi di inutili pixel), di decenza, non sai che cosa sia e se si possa mangiare. Facciamo un discorso di una semplicità elementare, di scuola elementare, se vogliamo: la gente non si giudica per via dell’aspetto fisico. Non dovrebbe esserti difficile da comprendere, Leopardi era gobbo e sublime, Roosevelt era paralitico e governò gli USA per 4 mandati, Newton era balbuziente ma ha cambiato il mondo, e per citare qualche condottiero che dovrebbe fare fremere di piacere il tuo piccolo e nero cuoricino, Giulio Cesare era affetto da calvizie e questo non gli impedì di conquistare il mondo, e Napoleone nano idem. Pensa quante persone vengono sovrastimate per via della loro avvenenza, mentre non hanno un briciolo di qualità! E a quante invece, vecchie storte storpie, regalano a tutti noi, ogni giorno, il conforto di una bella parola, di un atto di intelligenza, di amore: Madre Teresa di Calcutta, piccola e rattrappita che guariva l’India, la Montalcini che ha fatto scoperte geniali su come funziona la nostra mente (e ha pure smerdato nei secoli dei secoli il tuo ex camerata Storace, permettendo al destino, chissà, di essere tu al posto che avrebbe oggi potuto coprire lui, viste le infamie che entrambi avete commesso). Lascia perdere gli uomini e le donne, che molto detesti, pensa ai personaggi che popolano, da un mondo astratto, misterioso e giocondo, le nostre vite: Topolino, alto quanto un soldo di cacio, spericolato eroe di tutti i bambini; Frodo, coi piedi pelosi, d’una razza inferiore (questo genere di concetti dovrebbero esserti facili) che salva le Terre di Mezzo dal malefizio dell’anello; Marge Simpson, con i capelli più improbabili dell’universo e il cuore grande come il mare. Tu di certo non lo puoi sapere, ma tutti i filosofi ammettono che il bello annoia, e che il grottesco, lo scomposto, il guercio amano gli uomini. Dal Trionfo della Morte di palazzo Abatellis a Quasimodo di Victor Hugo, dal teschio che tiene in mano Amleto ad American Horror Story, non c’è esempio nella storia dell’arte in cui il brutto sta sopra il bello. Anche la Cappella Sistina, dove viene fatto il papa, per dire, è piena di santi martiri e apostoli brutti, che scuoiano la pelle dei peccatori, di gente che grida, piange, e Dio stesso è severo e terribile, con quel dito da cui promana la folgore… ma sticazzi. E’ evidente che tu, di questa straordinaria bellezza del brutto, non ne sai niente: come i bambini della scuola elementare appunto. Che prendono per il culo il compagnetto o la compagnetta che ha la ciccia. Non è la ciccia, Maurizietto, a definire se la persona sia decente o meno. Guarda, non ne volevo parlare, ma, da uomo a uomo: pensa al tuo occhio strabico. Diremmo, in virtù della tua stessa rozzezza, che l’occhietto vispo che ti ritrovi fa di te una cattiva persona? Che razza di ragionamento! Allora spianiamo la strada a tutti gli Achille e i Di Battista e bastoniamo te e Tersite fino a che morta non ne consegua. No, che scempiaggini. Anche Sartre era strabico, anche più di te, volendo. Era comunista, ammettiamo; ma dal momento che tu sei fascista, facciamo che siete pari: eppure, il suo occhio non gli impedì di essere l’intellettuale più grande d’Europa. Così come il tuo, non ti impedisce di essere l’idiota più grande d’Italia. Non ti amareggiare: puoi ravvederti, come auspica per tutti noi omuncoli la chiesa cattolica. Io, però, intimamente, sono più incline verso il pessimismo: puoi fare di peggio. Ma tant’è. Salutam’a sorreta.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...