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Questa diciassettesima legislatura della Repubblica italiana, in realtà, mi annoia molto. Sì, i grillini con l’apriscatole del tonno in aula, Brunetta seduto sempre in pizzo che abbaia come un chiwawa, i pianisti di ogni ordine e grado, la Boldrini che ogni volta che prende la parola, con quella sua voce sfranta pare rimpiangere di non poter presenziare un’assemblea di condominio, i 101 traditori del PD, che si muovono come serpi, non sai chi sono e non lo saprai mai, il voto era segreto, e segreti e secreti essi girano tra noi, e poi Grasso e le sue gaffes: va bene. Ma tutto sommato niente di particolare, solita politica, soliti padri della patria – ah, no, Andreotti almeno ha deciso di morire.

Però, devo confessare, c’è una parlamentare, una deputata che suscita in me una curiosità morbosa e irritata, ossessiva – e scriverne è un modo per liberarmene.

Ilaria. Borletti. Buitoni.

Ilaria Carla Anna. Borletti Dell’Acqua. Buitoni.

Ilaria Borletti Buitoni.

64235_382084691888034_1445797322_ncocco3Lei e la sua sequela di illustri cognomi, che fa tanto Contessa-Mazzanti-Vien-dal-mare di fantozziana memoria. Ora, se è vero, come ricorda Leonardo Sciascia, che sedere accanto a un duca provoca brividi di piacere, chissà che piacere sedere a lato alla Borl.Buit., ai suoi nomi e alla sua pettinatura old fashion style che manco nonna Papera! La Buitoni ha una voce insopportabile, si occupa in modo inutile di cose utili, ed è un vero e proprio personaggio da fumetti. Benito Jacovitti non avrebbe saputo immaginare di meglio. Oggi spiavo sul sito della Camera il profilo di questa strana donna, e ho avuto la conferma: i miei rimandi ai cartoon non erano mal posti. Ilaria Borletti Buitoni siede nel seggio numero 313. Trecentotrecidi! La targa della macchina di Paolino Paperino! 

seggio

ALBI_TOPOLINO1044Decisamente, c’est trop. E invece no. Mentre mi accingevo a scrivere questo articoletto, apro la tv e ospite di Lilli Gruber, a Otto e mezzo, chi mi trovo? Lei, Ilaria Borletti Buitoni. Poi uno dice le ossessioni: no, non sono io a essere ossessionato da lei, è lei che ha deciso di ossessionare me! Non ho potuto fare a meno di ascoltarla gracchiare, ho scoperto che ha un ruolo in questo grasso grosso governo greco, si occupa di cultura. E ho pensato che no, è tutto sbagliato, Letta, toglila da lì, sì, d’accordo, parla a vanvera dei muri di Pompei, ma no: con quella pettinatura?! Alle infrastrutture andrebbe bene!

Se mai arrivasse a leggere queste righe: onorevole, sì, sogno di poterla incontrare per strada come un’amica di famiglia, una zia, e rivolgermi a lei a gran voce, chiamandola: ILARIA! – così, senza cognomi.

Francesco Affronti scrisse

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