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Oggi, questo 20 aprile 2012+1 il Parlamento riunito in seduta comune ha riconfermato Napolitano alla Presidenza della repubblica. La figura del vecchio presidente ormai si staglia nelle menti degli italiani come un sovrano assoluto, arbitro onnipotente dei destini del Paese tranne che della sua vita e della sua vecchiaia. Giorgio Napolitano aveva supplicato i partiti di lasciarlo andare, ed era già in procinto di salutare gli italiani e il Quirinale, stanco di sette anni di gatte da pelare, pronto ormai a un dorato ritiro dal mondo: resterà inchiodato al supremo colle, almeno finché la morte non lo slegherà dai sacri affanni.

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Il Presidente avrebbe dovuto presentarsi in Aula appena eletto, ma ha dichiarato che parlerà dinnanzi al Parlamento il prossimo lunedì, dopo il weekend, giurando per la seconda volta fedeltà alla repubblica. Quando viene eletto un papa, e le campane di san Pietro iniziano a suonare, il papa viene portato in una stanza vicino alla cappella Sistina, la chiamano la Stanza delle lacrime, in nome della sublime unione tra gioia e dolore che il papa prova in quel momento. Napolitano, eletto per la seconda volta presidente, per la prima volta re, ancora una volta papa infallibile delle idiosincrasie italiane, gli han concesso un weekend di lacrime prima di tornare in pubblico a dividere ed imperare. Questo sabato, la domenica di domani, fino alle ore 10,00 di lunedì 22 aprile, in occasione della seduta parlamentare in cui dovrà prestare fedeltà alla Costituzione repubblicana, saranno per Napolitano i giorni delle lacrime.

F.A. scrisse

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