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In questi giorni siamo tutti politologi. Però solo in questi giorni: per il resto, quando dobbiamo andare a votare, scegliamo dei cialtroni.

Ma tant’è, e anche io faccio una riflessione da politologo-da-bar. Io credo che il buon vecchio Bersani abbia tentato di giocare a fare il democristiano. Mi spiego: lui voleva fare il governo coi 5 stelle e il presidente della repubblica con Berlusconi. Tenersi buona la destra e comandare con i marziani, stando in equilibrio raffinatissimo come, appunto, faceva la DC. Solo che i democristiani ci riuscivano perché avevamo il muro di Berlino, e comunque fossero andate le cose loro sarebbero rimasti al potere. Il PD, quella benedetta guerra fredda, dovrebbe ricordare che non c’è più.

DC-11O meglio, Bersani. Anche la Democrazia cristiana si spaccava e si frantumava ogni volta che c’era da prendere una decisione importante per il Paese, e spesso e volentieri anche quando bisognava scegliere un presidente della repubblica. L’idea che ne abbiamo noi, di monolite saldo al governo per cinquanta anni, deriva da una affascinante confusione tra persone e apparato: le persone passavano, l’apparato resisteva. Perfino Andreotti è passato, doveva ascendere al Quirinale e Capaci l’ha trombato; ma l’apparato di partito ha resistito, e anche in quell’occasione fu un DC a prendere stanza al palazzo più alto, il fu Oscar Luigi Scalfaro. Bersani, che deve aver sentito – come tutti noi italiani – il fascino dell’abilità democristiana, senza però intuire la dialettica persone-apparato di partito, c’è rimasto fregato. Queste elezioni per il prossimo presidente della repubblica infatti non solo stanno spazzando via lui, ma anche lo stesso Partito democratico. 

E dire che, se fosse stato un abile democristiano, aveva la più ghiotta occasione della sua vita (e della nostra) per restare saldamente in equilibrio: bisognava spartire saggiamente tutte le poltrone vuote. La presidenza della Camera a un 5 stelle, il Senato a un montiano, il governo al Partito democratico e la presidenza della repubblica a un SEL. Avrebbe fatto fuori per sempre Berlusconi, e i suoi elettori sarebbero tornati nelle fogne o si sarebbero fatti irreggimentare in un partito di centrodestra laico, umano, magari antifascista. Ma forse, un’idea così geniale non sarebbe occorsa nemmeno al più abile, al più scaltro uomo dell’antica Democrazia cristiana. A meno di non essere trucidato dopo, aria di golpe aiutando, servizi segreti consentendo e brigate rosse ammazzando.

Niente, ci ha provato il buon vecchio Bersani. L’è che ha militato nel partito sbagliato, da giovane. Lui no, non morirà democristiano.

F.A. scrisse

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