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Cosa avrebbe dovuto fare un papa che fosse succeduto al grande, al mediatico, all’amato Giovanni Paolo II, per acquistar la fama, e superare quella del suo ingombrante predecessore?

Bl_John_Paul_IIPer prima cosa, avrebbe dovuto restaurar la messa in latino: se il papa polacco aveva consacrato il corpo e il sangue di Cristo in arabo così come in romanesco, in ostrogoto e in swahili, parlando alle genti di tutto il globo con tutte le lingue, il nuovo avrebbe accentrato la liturgia nella vecchia lingua della chiesa, quel latino duro, impenetrabile e misterioso con cui fu letta la sentenza di morte dell’apostolo Pietro.

Woitila vestiva in modo dimesso, una semplice tunica candida, e il corpo, vibrante, a manifestare l’amore universale; allora il nuovo papa avrebbe soffocato la sua carne sotto coltri raffinate di tessuti e drappi, ed ermellini e pelli di velluto, e non avrebbe dovuto saper muovere le membra, apparendo così sempre impacciato, e a tratti anche sgraziato. Il nuovo papa avrebbe dovuto rinnovare l’importanza nei confronti dell’abito poiché il primo la teneva in poco conto: e per superare l’ostacolo che ai fedeli davano le stoffe ricamate, viste ora come un lusso incomprensibile per un pastore di anime, sarebbe dovuto giungere fino all’estremo opposto, quello di farsi cucire le pantofole a mano, e ridisegnare le casacche variopinte e sgargianti delle guardie svizzere, che erano state allestite da Michelangelo: nella brama di superare in gloria il pontefice polacco, sarebbe arrivato a disconoscere l’artista del Rinascimento.Guardia-Svizzera-Rome-Museum

saltimbanchiCome avrebbe potuto, dopo Giovanni Paolo II, competere nel cuore dei fedeli il suo successore? Quello aveva amato circondarsi di saltimbanchi, musulmani, neocatecumeni, ebrei, membri dell’Opus dei, settari di ogni ordine e grado accecati dal modernismo; questo avrebbe temuto tutti costoro, sospetti di relativismo, scismatici e infedeli. Piuttosto avrebbe rimesso al loro posto i deicidi, i poligami, quelli che suonano la chitarra in chiesa, quando passa il Santissimo: anche al costo di fare la pace coi sedevacantisti e i levebriani, gente di tradizione e ordine, che non aveva mai sopportato gli sconvolgimenti di Giovanni XXIII e del concilio Vaticano II. Vecchi fanatici, avrebbero commentato i maligni, suscitando chissà quali scandali.

E se Giovanni Paolo II il grande aveva chiesto scusa a tutti per i peccati della Chiesa, allora il papa successore avrebbe sentito l’esigenza di riaffermare la protervia della Chiesa di Roma; di fronte agli orientali, agli arabi, agli ebrei, financo di fronte ai precolombiani, minimizzando i genocidi del passato perpetrati ai loro danni in nome di Cristo, e dando ai loro discendenti una nuova versione dei fatti, quella di popoli che la parola di Cristo attendevano dall’Europa.

Ma questi, voi penserete, sono elementi troppo minuti per riempire un intero pontificato, e dargli un lustro superiore a quello del papa polacco. E poi, lo riconosco, sembra puerile che una gloria tanto faticosamente sopportata dal primo possa esser doppiata da un nuovo vescovo di Roma attraverso la logica degli opposti. Eppure non riesco a pensare per la Curia a niente di più originale che accentuar contrasti, se si volesse superare la fama di Giovanni Paolo II. Che poi questi contrasti, questa logica degli opposti, come l’ho testè chiamata, sia più immaginaria, apparente, che reale, è altro discorso. Naturalmente la dottrina cattolica è molto chiara su quegli aspetti di grande frizione per il mondo contemporaneo, e anche Woitila non potè che attenervisi: disconoscimento del ruolo della donna in seno alla vita ecclesiale, divieto della omosessualità, dispregio per una morale sessuale che contempli i contraccettivi e gli aborti, mancanza di trasparenza sul riciclaggio del danaro messa_latinosporco e silenzio sulla piaga della pedofilia dei sacerdoti nonché sugli psicodrammi delle donne internate nei conventi di clausura.

Forse però un gesto solo, eclatante, avrebbe potuto fare un papa nuovo, per superare in fama quello vecchio e relegarlo al silenzio della storia, ed essere lui, il papa nuovo, quello menzionato nei secoli a venire: rinunciare alla cattedra di Pietro ed essere per sempre l’unico papa, assieme al medievale Celestino V, che tutti infatti – chierici e borghesi, popolo e servi – ancor oggi ricordano, a fare “il gran rifiuto”.

Francesco Affronti scripsit

3 thoughts on “per dimenticare Woitila

  1. un articolo di un ignoranza assoluta. Non c’è niente di vero, nemmeno nelle intenzioni e non vale la pena parlare con ignoranti che credono di sapere

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