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Chissà fra cento anni cosa ne penseranno gli storici dei nostri anni, questi lunghi anni Ottanta che continuano a diffondere il cattivo gusto almeno dal 1977.

Prima fu trucidato Moro, e così abbiamo liquidato, nel modo più tragico e ridicolo, il più tragico e ridicolo uomo politico italiano, insieme alle tragiche e ridicole ideologie del ‘900. Poi venne la cuccagna socialista, le tangenti a fiumi, la corruzione dilagante, l’AIDS, i capelli cotonati, la musica trash, la droga a Milano, la guerra in Afganistan, lo smantellamento dello stato sociale. Per noi tutto è un unico lungo gomitolo, fatto della medesima lana. Però gli storici dovranno pur spaccare il capello in quattro e distinguere tra, mettiamo, il 1986 e il 2001. Noi non troviamo alcuna differenza, tranne biografica. Se accendi la TV e confronti una giornata televisiva di oggi (26 gennaio 2012+1) a una qualunque del 2007 o del 1996, ti sembra che nulla sia mai cangiato. Come se fosse un lungo, un unico medioevo dal quale disperiamo di uscire. 679px-William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_The_Remorse_of_Orestes_(1862)Ma se non noi, almeno i nostri figli, nascondiamo ai loro occhi le nostre azioni nefande, che non se ne infettino anche loro, corriamo ai ripari! Noi siamo nati e moriremo così: kitch, ignoranti e cattivi. Perché non ci basta frantumare quello che ci circonda, e dobbiamo pure sporcarlo? Pareva che la palingenesi dovesse venirci dall’Islam, dai terroristi come dalle primavere arabe: siamo riusciti a corrompere anche quelli. Da dove ci verrà il rinnovamento, il rinascimento?

Quando cesserà infine, mutata placata la furia di Ate?

F.A. scripsit

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