Home

Per chi non l’avesse capito, è che siamo entrati in campagna elettorale. Non solo in Italia incombono le politiche, ma in Sicilia si rinnova pure la regione. E non so le altre parti di questo paese, ma nell’Isola siamo nell’assetto psicologico che gli eventi comportano: prima abbiamo assistito al disastro ecologico di mezza Sicilia occidentale data alle fiamme, la discarica di Palermo incenerita, con elicotteri e pompieri al collasso, frutta e verdura contaminata e leucemie prossime venture; poi i “lavoratori” della GESIP scesi in campo per difendere il loro parassitante impiego comunale, mentre le casse sono vuote e rischiamo giorno dopo giorno la bancarotta. Costoro hanno intasato il traffico ovunque, hanno okkupato piazza Indipendenza bloccando autobus e macchine per giorni, e si sono perfino arrampicati sul tetto della Cattedrale, davanti agli occhi inorriditi di cittadini e turisti – sia detto per inciso, questa gentaglia tutto è, tranne cittadini. E adesso scioperano gli autobus e fanno ostruzionismo, e i 101 trascorrono l’uno dietro l’altro con una lentezza incredibile, e a volte si fermano, così, per un improvviso fasullo guasto, e poi ripartono, a loro piacimento, per la gioia dei pendolari. Sono tattiche elettorali queste, tipiche della democrazia a cui siamo adusi: quella del più forte. I più la chiamano “strategia della tensione”. Ed è già un eufemismo.

E di fronte a tutto questo un brivido mi coglie se penso all’Italia tutta, tra grilli, rottamatori, il Quirinale da okkupare, berluschini e zombi (è vero che si candida pure Montezemolo?). Per contrasto allora, ricordo un evento della scorsa campagna, americana, per le primarie del Partito Democratico, quella dello scontro tra Hillary e Obama. La Hillarona collezionava sconfitte su sconfitte, e a un incontro con dei simpatizzanti una cinica giornalista le aveva chiesto: «Come fa a essere sempre in ordine? Chi è il suo parrucchiere?» Una domanda da piangere. E a Hillary sgorgarono le lacrime mentre cercava di rispondere con argomenti politici e anche sentimentali: «Alcuni credono che le elezioni siano un gioco, di sondaggi su chi sta sopra e chi sta sotto, ma c’è il nostro Paese in gioco, il futuro dei nostri figli, e noi, noi tutti insieme.» Candidatela a Palermo, la Clinton: altro che piangere, si rinchiude direttamente in convento.

Se volete sopravvivere, pensate alla Clinton. E già che ci siamo, anche a Monica Lewinsky.

___Francesco Affronti scrisse__________________________________________________

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...