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… Udito il segnale, divorano lo spazio e lasciano la linea,
scattati simili a un nembo, ed insieme fissato il traguardo.
Primo fugge Niso e balza per lungo tratto
davanti a tutti i corpi, più veloce dei venti
e dell’ali del fulmine; prossimo a lui, ma prossimo a lunga
distanza, segue Salio, ancora dietro uno spazio
è terzo Eurialo;
Elimo segue Eurialo, a ridosso di quello
ecco vola Diore e sfiora il piede col piede,
premendo con la spalla, e se restasse spazio maggiore
passerebbe guizzando primo o lascerebbe il rivale dubbioso.
E già, quasi nell’ultimo tratto, s’appressavano stanchi
al termine, quando, sfortunato, Niso scivola su viscido
sangue, dove, immolati proprio lì i giovenchi,
sparso in terra bagnava le verdi erbe.
Qui il giovane già vincitore e trionfante non resse
i piedi barcollanti sul suolo premuto, ma cadde riverso
proprio nell’immondo fimo e sul sacro sangue.
Non si dimenticò tuttavia di Eurialo e del suo amore
si mise davanti a Salio alzandosi sul terreno sdrucciolevole
quello rotolò e giacque nella densa sabbia.
Balza Eurialo, e vincitore per dono dell’amico,
prende il primo posto, e vola tra applausi e consensi.
Segue Elimo e, adesso terza palma, Diore.
Allora Salio riempie di alti clamori l’intero
consesso dell’immenso teatro e i primi volti dei padri,
e chiede che gli si renda la gloria strappata con l’inganno
Il favore pubblico protegge Eurialo, e le belle lagrime
e il valore che appare più grato in un corpo avvenente.

Virgilio, Eneide – libro V, trad. L. Canali

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