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Premessa formulare: odio occuparmi della mia città, lo odio come se dovessi maneggiare merda per farci una scultura. Ma al momento è intollerabile ignorare quello che sta succedendo. Abito a Palermo, questa infelice città periferica, che non possiede nemmeno lo status di periferia tra le periferie. Una città inutile, inerte.

Da qualche settimana la discarica di Palermo, Bellolampo, brucia; (si) dice che l’incendio sia stato appiccato nei pressi dell’Immondezzaio-town dai forestali, scigurati lavoratori stagionali che vox populi vuole piromani per necessità, pompieri precari, lavoratori a progetto, che se il progetto non c’è lo mettono in piedi da soli; lavoratori a termine, di un termine che coincide con l’inizio e la fine dell’estate. Ora, un forestale è anche morto per salvare un maglioncino che aveva lasciato in mezzo alle frasche davanti al fuoco, ma a dispetto dell’etichetta delle condoglianze che in questi casi azzittisce tutti, si continua a sostenere che abbiano combinato tutto loro.

Il problema non è il fuoco. Il problema è che stanno bruciando tonnellate di rifiuti e il monossido di carbonio ha trasformato questa città in una FOGNA! Il puzzo ammorba tutte le strade, cenere e polveri nere si infiltrano dappertutto, c’è un’aria da camion della spazzatura ovunque. Quanti di noi si preparano ad ammalarsi di cancro in questi giorni?

Il sindaco ha vietato il consumo di ortaggi per il pericolo di ingurgitare chissà quali veleni¹, ci sono 40 gradi e se togli le lattughe a queste temperature che puoi mangiare? D’altronde possiamo mica ingollare verdure condite a sale limone e CO2. Ma le mucche? Le pecore? Le galline? Mangino loro lo schifo. Poi noi mangeremo le mucche, le pecore e le galline e i metalli pesanti buttati fuori dalla porta rientreranno nei nostri organismi dalla finestra. Come a Cernobyl.

Ma non potevano lasciare che il pattume se lo mangiassero i gabbiani, che sono dei rifiutivori per eccellenza? Bisognava bruciarlo. E ora pure i gabbiani per mangiare devono scendere in città, davanti ai bidoni della spazzatura, spaventando a morte la gente che li detesta. E noi dobbiamo intossicarci! Due aeroplanini gialli fanno avanti e indietro dal mare a Bellolampo, l’incendio continua imperterrito e per respirare aria buona devi andare a Favignana. Per quanto ancora dobbiamo sopportare questo fetore immondo? Non si possono chiudere finestre e imposte, è estate! Non possiamo nemmeno andare a mangiare un gelato, ché sa di merda irrancidita. 

Applausi, davvero, ai geniacci che hanno messo in piedi questo enorme inceneritore di quinta generazione. All’avanguardia, sempre.

______________________________________Francesco Affronti scrisse______

¹Il sindaco ha pure deciso che le aree andate in fumo non saranno svendute per i prossimi quindici anni ma trovo semplicemente IDIOTA l’idea che qualcuno compri un terreno per farci una casa nel bel mezzo di una nube tossica.

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