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Mah. Pare che sia così che dev’essere. Soli, anarchicamente, follemente soli. Con la propria verità, vuoi presunta, vuoi autentica – pulsante di dolore e rabbia.

Ogni notte, tra le 3 e le 4 del mattino, uno stormo bianco di gabbiani vola sopra la mia casa, gracchiando il lamento della vita che fugge, altissima. E ogni notte mi trovo ad attenderli, ad implorarli quasi, di portarmi via con loro, tra le ali bianche di morte. E invece resto qui, confuso da questa luce diurna che stordisce e tutto rende tremendo.

Solo, dunque. Comme toujours. J’avais une amie qui fut tentée un moment de me livrer au public en cet état d’ivresse, et de rendre ainsi mon ridicule ineffaçable. Mais pourtant, plus généreuse que maligne, je pensai de me remettre moi même face des yeux du monde: et me voilà ici, en ce moment, hic et nunc – e senza bere.

Vagherò allora. Preferendo sempre la solitudine della sconfitta – in fondo sono nato per perdere – all’inganno e alle imposture dei sedicenti vincitori.

F.A. scripsit

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