Home

Sono convinto che se Le relazioni pericolose fosse scritto al giorno d’oggi il personaggio principale sarebbe il cavalier Danceny. L’autore contemporaneo, tutto preso dal proprio ego priapico, baderebbe assai poco alla trama, riflettendo se stesso nell’artista, il poeta e musicista Danceny, facendone un intellettuale sofferto, scisso tra l’amore e le esigenze dello spirito, le pippe mentali e le meschinità della vita materiale. Poi ci si chiede perché al giorno d’oggi la gente legge solo romanzetti e snobba i grandi autori viventi: semplice, i grandi autori viventi scrivono per se stessi. I Ken Follett e le Patricia Cornwell scrivono per il pubblico, e scrivono storie. Come a suo tempo Laclos.

Il cavalier Danceny, membro laico dell’ordine dei cavalieri di Malta, è dunque l’artista. Nonché personaggio ridicolo e marionetta nelle mani del visconte di Valmont e della marchesa di Merteuil, e di tutti quelli che vogliono prendersi gioco di lui. Intenzionata a pervertire la piccola Volanges, la Merteuil la butta fra le braccia del cavaliere, suo maestro di musica. Poi, visto che i due si gingillano senza combinare niente (ricordiamo che la Merteuil vuole che la piccola perda la verginità prima del matrimonio) vengono allontanati, per permettere che la sofferenza li accenda di passione. La piccola Volanges viene segregata in campagna, vicina al Valmont. Danceny resta a Parigi, confidando da lontano (come un poeta di stampo cortese e medievale) che il suo buon amico il visconte gli faccia avere le lettere di lei, scritte di nascosto. Il visconte di Valmont abusa di Cécile, e le insegna tutto quel che c’è da sapere sul sesso. La marchesa applaude, e l’inganno al povero cavaliere continua, fino al punto che Cécile gli scrive delle lettere direttamente dettatele dal visconte, in cui lo rimprovera di essere poco attivo e troppo sognatore.

Pervertita la piccola Cécile de Volanges, il visconte non ha che da tornare a Parigi, a perseguitare la presidentessa de Tourvel, e la Merteuil, annoiata dopo un’avventura che le ha permesso di sputtanare un famoso libertino, decide di farsi un altro amante. Mah, che offre Parigi? Quello è in vacanza, quell’altro ha un brutto naso, toh: resta solo il cavalier Danceny! Ed ecco che il cavaliere vive la modernissima condizione di amare una donna e fare l’amore con un’altra. Prima solo confidente, la Merteuil diventa l’amica, e forse Danceny sta per perdere del tutto la testa. Le scrive più frequentemente che in passato, le confida le sue pene e le sue speranze, le apre il cuore, perché la lettera è lo specchio dell’anima, e se non si apre con lei con chi lo deve fare? Unico fra tutti i personaggi del romanzo, dà del tu alla marchesa. E come ogni uomo, sembra non soffrire troppo del distacco da Cécile, la quale invece qualche ipocrita residuo di sofferenza ce l’ha. Insomma, una vera e propria seccatura di persona. Sembra quel classico tipo che gli dai un dito e si prende un braccio. E infatti la marchesa gli alterna molte bastonate insieme alla carota.

Ma il visconte non ci sta. Lui ha rinunciato alla presidentessa de Tourvel per soddisfare i capricci della marchesa, e quella gli preferisce Danceny! Lo stupido Danceny! No, è troppo. Cécile è tornata in città, e il cavaliere la trascura per andare a sollazzarsi con la marchesa? Bene, basterà che la imbecille Cécile gli scriva una lettera e lui accorrerà da lei, come un cagnolino. È sufficiente che la lettera sia scritta bene, ecco tutto. E figurarsi se il visconte non le scrive benissimo, le lettere della piccola per il signor cavaliere. E così, mentre la Merteuil si prepara a riceverlo per la notte, Danceny le fa un grandissimo pacco per baciare i piedi di Cécile. Allora la marchesa decide di vendicarsi del visconte, e ancora una volta chi viene usato per l’affare? Indovinate un po’: Danceny. La marchesa gli svela tutto, e gli mostra le lettere in cui il visconte dichiara di aver trattato Cécile come la propria puttana. L’onore deve essere lavato, e all’antica maniera: duello. Il visconte soccombe, e dato che il buon Danceny è proprio un boccalone, mentre spira gli regala le lettere che la marchesa scriveva a lui, in cui gli ordinava di prendersi gioco del cavaliere e della piccola Cécile. Sembrerebbe abbastanza per rendere un uomo maturo e farlo agire senza cedere a nessun altro che alla propria volontà. E invece no: la zia di Valmont, la vecchia madame de Rosemonde, dietro minaccia di un arresto, impone a Danceny di ritirare dalla circolazione tutte le lettere che compromettono il buon nome del nipote morto, tranne quelle in cui la marchesa, regista di tutto il male operato, racconta a chiare lettere la sua depravata vita. E Danceny, ancora una volta, obbedisce.

La conclusione del romanzo, contrariamente a quanto farebbe oggi un romanziere che volesse riscrivere Le relazioni pericolose, non è affidata allo scrittore-cavalier Danceny. Costretto a scappare a Malta per mettersi al riparo dalla giustizia francese, che lo getterebbe alla Bastiglia per aver ucciso un nobile, non gli resta nessuno a cui scrivere, e dobbiamo contentarci di non leggere più nello specchio della sua anima grande e nobile. E se io fossi un favolista del ‘600 e potessi apporre la morale alla fine della storia, direi: che l’artista d’ogni epoca utilizza ben poco l’intelletto e assai è cretino.

________________________________________________________________

Se vuoi leggere le scorse puntate clicca qui.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...