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Il confronto tra Orlando e Ferrandelli non c’è mai stato. Uno avulso dall’altro, nel momento in cui è (ap)parso che le regole fossero solo un setaccio da cui fare filtrare il fango, i due uomini hanno percorso sentieri opposti, con un odio pari al loro antico affetto. C’è chi parla di scontro epico, una lotta fratricida che insanguina la terra patria, una tebaide che si concluderà con la distruzione di tutto quello che abbiamo di più caro. Gigantesche cazzate. Orlando è una vecchia volpe, Ferrandelli è un bamboccio lasciato a se stesso, dopo essere stato manovrato da pupari di scarso valore. Orlando non si è lanciato in nessuno scontro. Ha atteso, ha verificato, ha studiato le sue mosse scientificamente (non è più un mistero che prima, durante e dopo le primarie abbia fatto svolgere dei sondaggi sulle intenzioni di voto, e la statistica è una scienza: può sgarrare di tre punti, ma non di più), ha tirato fuori le sue carte, una per una. E sta vincendo. Poi, per carità: come nel caso delle primarie, può accadere di tutto, tutto quel che esula dalla scienza, ovvero brogli e imbrogli – e il vecchio, che ha il pelo sullo stomaco alto 3/4 centimetri, lo ha già imparato alle scorse elezioni, vinte da don Diego Cammarata barando. Ma non pare possibile che le facce da terzo polo che hanno votato alle primarie possano essere ancora una volta dirottati sul Ferrandellone. Lì c’era di mezzo la Borsellino. Qui c’è di mezzo Orlando, e Ollando è ‘u sinnacu, è un padre di famiglia, contro Orlando non si fanno giochetti. Nei quartieri la gente si lascia andare a esplosioni di gioia isterica, si esulta per Orlando come fosse la Nazionale di calcio. Nelle cooperative e nelle associazioni di stampo sociale, che apparentemente sono il feudo di Ferrandelli, si trama e si intrama a favore del vecchio leone. Al Teatro Garibaldi aperto, apolitico e apartitico, i pezzi da novanta si schierano sempre più scopertamente verso il vincitore: lui sì che garantirà sovvenzioni e agevolazioni, e sgravi, e PON, come ha già fatto una quindicina d’anni fa ai Cantieri della Zisa – l’altro che può combinare? Ha ricevuto una bastonata incredibile, e sembra diventato un’ape impazzita, grida e sbaglia la coniugazione di tutti i tempi verbali, strepitando ulula gli argomenti che qualche anno fa confutava per difendere Orlando… Insomma, c’è poco da confrontare.

Invece su Internet, che non è la realtà, si consuma una lotta acerrima tra i tifosi dell’uno e i tifosi dell’altro. Anche in questo caso gli argomenti scarseggiano, si parla sempre dei brogli alle primarie e di Orlando che aveva promesso di non candidarsi, i Ferrandelli-boys attaccano con la schiuma alla bocca, come i cani del Signore, gli orlandiani (che di solito sono ex-borselliniani) affilano ironia come coltelli. C’è da credere, visto che il desiderio di confronto manca (gli uni parlano del colore della pelle di Ferrandelli, gli altri lanciano insinuazioni e provocazioni da querela) che questa “lotta” si concluda con un nulla di fatto. E amen. Manco Palermo suscita tutte queste passioni – pardon, intendevo dire il Palermo, la squadra di calcio… 

Ma tra tutti gli orlandelli che per ora infestano le bacheche di facebook, e che paiono scritti da bambini di cinque anni (no, per carità, non parlo nemmeno del rispetto della grammatica), uno sommamente ho adorato, in cui ho trovato questo commento:

ragazzi sono un ragazzo di 22 anni essendo che ero disoccupato mi ritrovo a casa con gli arresti domiciliari,mi dispiace che non o potuto votare ,ma fatemi un piacere non fate paragoni tra ferrandelli e orlando ,orlando è una persona che sa fare il suo lavoro è poi e una persona molto seriaaa,aiuta chi ha di bisogno,sindaco orlando non ci deluda palermo è nelle sue mani ,sindaco auguriiii di vero cuoreee

Essendo che era disoccupato si ritrova con gli arresti domiciliari… Ma io lo ADORO!

F.A. scrisse

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