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II

Sul soffitto una vetrata, una fessura dalla quale scende la luce. Eppure quella stanza ha sempre un che di cupo, di scuro, soprattutto a partire dal pomeriggio. La luce proviene anche da una stretta finestra angolare, che dà sul porto fluviale. L’atmosfera è in ogni stagione cinerea. Per qualche ora al mattino i colori prendono vita e gli oggetti – una scrivania, delle mensole piene di libri e scatole di metallo da biscotti o panettoni, il letto azzurro, largo, con il baldacchino – si rallegrano e paiono conversare tra loro, e darsi importanza. Ma in quelle ore il ragazzo è a scuola. La camera ha una forma irregolare, trapezoidale, con un angolo estremo, acuto, dove si impiomba l’armadio, quasi un relitto sfracellato sugli scogli. Un’altra finestra, pressappoco di fronte all’altra, si affaccia sul sagrato di una chiesa buia, sepolcrale. Ogni tanto, piuttosto raramente, qualcuno entra lì, delle luci si accendono e i riflessi dei crocifissi, giganti, si propagano tra le tende del baldacchino, la finestra e i muri. Un vetro molto spesso e una grata separano la finestra dalla chiesa, altissima. Sul marmo gelido della finestra, il giovanotto ha messo una cornicetta di legno, con la foto del suo primo giorno di scuola. Sotto la vetrata sul soffitto scende una lampada che non accende mai, guarnita di piccole api di stoffa colorata, quei ninnoli che si mettono sopra le culle dei neonati e coi quali ancora, di tanto in tanto, il ragazzo gioca, quand’è annoiato e non gli va di star seduto alla scrivania, incassata alla parete, di lato alla quale c’è l’armadio e, sopra, i libri e ora un bicchiere pieno di matite, ora degli sporchi soprammobili, delle foto spiegazzate o cartacce appallottolate. Dall’altro lato della camera, come separato dalle due finestre che gli fanno da valico, il baldacchino, alto e largo, con delle tende trasparenti, azzurre, un paio di cuscini e un tappeto a forma di leone, consunto, sopra il copriletto.

La ragazza provò un senso di disagio a entrare in quella cameretta. Ridendo, lui l’aveva messa in guardia dalla strana vicinanza con la chiesa papista e sconsacrata. Il quartiere era stato edificato nel XVIII secolo ed era uno dei più vecchi di tutta l’America. Nel 1800 i cattolici avevano costruito una cattedrale nella zona nuova e avevano abbandonato la vecchia chiesa. Così, un certo architetto Flanegan aveva allargato di una stanza la casetta che stava a fianco al vecchio tempio, che da allora doveva condividere una sua parete con la stanza di Miles.

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romanzo sul blog è un’opera di Francesco Affronti – immagini di Giulia Venegoni.

Qui la scorsa puntata.

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