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Sguazzando in un pantano di complimenti – tra innumerevoli bocche capaci di emettere soltanto suoni apparentemente articolati, e luci cupe, di un giallognolo quasi grigio, a tratti latteo; senza essere in grado di provare appetito (tutti quei tovaglioli arroganti, ricamati di bianco, ma fa più male sapere di coloro che non hanno alcuna tavola e io non mangio) – non riesco a guardare sopra di me. Il cielo gracida di tonalità che odio. E attendo, col ventre che trema dall’impazienza, lo squarcio violento dell’azzurro totale, bizantino; oserei dire: timbrico. Senza violetti riflessi o sfumature sentimentali. L’azzurro sensuale, narcotico, che abbraccia terra e mare e in cui è solo verità.
La verità bella
La verità che dona salute
La verità che fa male

Che rende liberi.

One thought on “E pensare che ti amo

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