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Haley aveva avuto un pomeriggio orribile. Un ragazzino le aveva consegnato la spesa e mentre lei stava cercando le monetine da dargli per la mancia lui le aveva detto sul muso: “Me non mi scopi?”; poi l’avvocato l’aveva chiamata per annunciarle seraficamente che non intendeva continuare a difenderla: era una causa persa e avrebbe potuto danneggiarlo nella carriera. Haley aveva pianto al telefono implorandolo di non lasciarla (sapeva che non avrebbe mai più potuto insegnare, ma la terrorizava l’idea del carcere) e lui l’aveva pregata di non insistere. Era stato davvero uno stronzo. Alla fine della chiamata si era pure permesso di farle segnare il numero di un legale che le consigliava al posto suo. Era seguito il bisogno di uscire, andare in giro, ovunque, aveva bisogno d’aria! Stavolta non le importava di essere additata per la strada, era ancora una donna libera! La ragazza corse in bagno, si lavò per bene la faccia e avvolse i capelli con un elastico sottilissimo, rosa, da casa. Al momento di uscire sentì che le gambe le si facevano molli e si avvicinò alla finestra. Fuori, nel giardino di fronte, Mark giocava col fratellino più piccolo, Steeve. Il bimbo parlava appena e girellava senza meta, come un piccolo ubriaco. Mark gli parlava scandendo bene le parole, e desiderava insegnargli a fare le capriole. A un certo punto Steeve si era avventato verso il cancelletto bianco e Mark gli aveva detto: “No, non devi andare di là! Di là c’è la maestra cattiva!”, e col dito indicava la porta della sua casa. Il bambino si era acculato per terra e Haley aveva dovuto bere un bicchiere di vino rosso per riprendersi. Si portò una mano sulla testa: così rischiava seriamente di impazzire. Accese il computer portatile per leggere qualcosa che la calmasse mentre l’alcool le straziava lo stomaco (non aveva mangiato). La mail di Yukio all’inizio le sembrò l’ennesimo scherzo di cattivo gusto. E poi chi diavolo era questa Agnese? Non ricordava affatto di avere avuto quella ragazza in classe. Sul sito della scuola si leggeva che la ragazza era italiana, come diceva la mail; era in America per un progetto culturale, mentre una studentessa della Groves High Scool frequentava una scuola omologa a Siena (Toscana, Italia). Haley pensò alla torre di Pisa e alla Mafia. Poi mandò giù dell’altro vino e decise: avrebbe scritto una mail a quella ragazza. Doveva sfogarsi. Voleva incontrarla.

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romanzo sul blog è un’opera di Francesco Affronti – immagini di Giulia Venegoni.

Qui la scorsa puntata.

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