Home

Una bella gatta da pelare si presentò ad Agnese, sotto forma di candido foglio formato A4. Il consiglio dei genitori aveva diramato un proclama anti-ex-professoressa-Bakker, che tutti i genitori degli alunni dovevano controfirmare. Quale ne fosse lo scopo, restava oscuro. A ingrossare la protesta? Il prof. Hilm guardava la studentessa con una vaga premura. Cosa aveva da guardare? Che prendesse quel fottuto foglio e lo facesse firmare, no? Agnese non sapeva definire il suo disagio. Sentiva solo che quel documento era ridicolo, che non modificava la realtà delle cose e che la Bakker doveva essere giudicata da un tribunale, non da una commissione scalmanata di genitori ipocriti.
– Prof. ci sono delle difficoltà. – disse alla fine. Sentì che la sua voce s’era abbassata di mezzo tono, e si schiarì la gola.
– Difficoltà? Di che genere? – fece Hilm, mentre tutti gli occhi della classe si appuntavano su di lei.
– I miei genitori vivono in Italia. Io sono qui solo per uno scambio culturale. Sarah va a scuola in Italia, io sono ospite dei suoi genitori. I genitori di Sarah – ripetè, dopo una pausa imbarazzante.
– E allora? Fallo firmare ai suoi genitori.
– Ma non sono i miei.
– Vuoi dire che i tuoi parenti non aderirebbero? – chiese Margaret.
– E perché? – fece Kostja.
– Oh mio dio. – mormorò la figlia del reverendo.
– Beh che male c’è? – s’intromise Miles – Se Agnese crede che la Bakker aveva il diritto di far sesso con Williams… Magari pensa che si amassero! L’amore romantico, no? Ma i genitori di Sarah potrebbero pensarla diversamente. – e fece un sorriso ironico, mostrando solo le labbra. Tutti cominciarono a parlare ad alta voce.
– Non è questo! – gridò l’italiana alla fine.
– Ma dài ch’è questo! – rise Miles – Il vostro Berlusconi può fare sesso con le minorenni, perché non una prof coi suoi alunni? – la confusione aumentò, trapuntata da risate. Agnese si avvicinò al ragazzo e gli diede un sonoro ceffone sulla faccia. Di botto piombò un silenzio agghiacciato. Miles invece continuava a guardarla sorridendo del suo ghignetto stupefatto: uno schiaffo! gli aveva appena mollato uno schiaffo! Ma questo vuol dire che lo amava! E se la rideva, per niente offeso, compiaciutissimo invece: le italiane sono passionali, diavolo! E pensava già di ricambiare, almanaccando di andare sotto la sua finestra a cantare col mandolino, le avrebbe fatto una autentica serenata napoletana.
Il direttore l’aveva convocata subito. L’uomo aveva una cinquantina d’anni, ed era del colore dello yoghurt. Agnese sapeva che il movente era meno il ceffone e più la sua perplessità a stare dalla parte dei genitori onesti. Aveva un unico modo per salvarsi, l’unica carta che fa onta agli americani.
– Perché lo hai picchiato?
– Signore, è stato un atto di razzismo quello che ho subito. Sono stata offesa in quanto italiana.
Il direttore divenne verde, che era il suo modo di impallidire: razzismo nella sua scuola! Che orrore se si fosse saputo nei media! La questione andava chiusa, subito.

______________________________________________________________

romanzo sul blog è un’opera di Francesco Affronti – immagini di Giulia Venegoni.

Qui la scorsa puntata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...