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Alla Bakker mancava il cazzo, e nient’altro. Questo era fin troppo evidente. Agnese non era meno severa degli altri, solo non ne faceva un melodramma. Gli altri non capivano la sua mancanza di sconcerto, ma attribuivano la cosa al suo papismo d’origine – che come tutti sanno è corrotto e decadente. D’altronde, si diceva la ragazza italiana concludendo la faccenda, come avrebbe potuto lasciare intuire che c’era un modo più complesso di intendere le cose della vita a persone che per esprimere concetti filosofici emettevano aforismi? Haley Karen Bakker era una puttana che aveva adescato un suo alunno. Meritava di essere sulla pubblica piazza e amen. Scott Williams aveva diciassette anni, per cui i risvolti penali avrebbero evitato alla ex prof la sedia elettrica, ma la sua vita era comunque distrutta. Haley viveva in uno stato di semi-ebetismo, pensando soltanto a come diavolo quello sfigato era riuscito a fare quel video. E perché poi? Scott all’inizio sembrava eccitatissimo di scopare con una donna più grande di lui (lei aveva 34 anni e aveva un seno piccolo ma rotondo, coi capezzoli chiari che spiccavano sulla pelle bianchissima) poi aveva cominciato a farsi delle paranoie. Paranoie da adolescente, e aveva continuato a scoparla. E infine il video. Quando era cominciato a circolare sul web lei sarebbe andata a strangolarlo. In realtà dentro di sé sentiva una specie di soddisfazione. La prima cosa a cui aveva pensato era stato il faccione di Todd. La donna si annodò i capelli con un elastico e pensò che l’avrebbe chiamato e gli avrebbe gridato dentro al telefonino: «Stronzo, mi sono fatta un mio alunno e ora lo sanno tutti, sei contento?» ma poi non aveva fatto niente. Dietro la finestra, aveva scostato un po’ la tenda per vedere che succedeva fuori, sentendo una improvvisa stanchezza che le fece poggiare il viso sul vetro. Dalla strada davanti alla casa aveva visto passare Keetie, insieme a Mark. Lei l’aveva vista, e aveva girato la testa, ostentatamente. Poi si era volta al figlio e aggiustandogli il colletto della camicia, da dietro, gli aveva detto, ad altissima voce: «Non si salutano le puttane!» Il bambino aveva fatto un gran segno di sì con la testa, con gli occhi castani da cagnolino intelligente. Haley si staccò dalla finestra e si mise a piangere.

romanzo sul blog è un’opera di Francesco Affronti – immagini di Giulia Venegoni.

Qui la scorsa puntata.

2 thoughts on “Romanzo sul blog (III)

    • Io invece non capisco se sei solo uno spam o un cafone. A ogni modo l’autore ti invita a perseverare nella lettura, e trovarci quello che vuoi. Sperando che la prossima volta non userai una definizione psicopatologica (tanto grave per altro, offensiva per gli autistici) per definire la sua opera.

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