Home

Insomma, il mondo riserva sorprese incredibili; al punto tale che le trovate dei romanzi sembrano quasi ridicole. Agnese, ripensandoci, aveva un automatico tic che le contraeva le labbra, come se avesse ancora davanti i fiorellini nel bidet. Ma pensava che le stava bene: s’era fatta delle illusioni? E che razza di illusioni, poi? Aveva creduto che sarebbe crollata a terra, sopraffatta dalla commozione di fronte all’unico bidet d’America? Andiamo, queste erano sciocchezze degne dell’Italia. La ragazza stava infilando i piedi nelle pantofole quando sentì il beep della casella elettronica che guaiva dall’altra stanza. Era una mail di Kelsi. Quella mail da giorni girava e rigirava da un computer all’altro di ogni studente della Groves High Scool, identica, con, in aggiunta, le stesse parole di ipocrita sgomento. Il video della Bakker. Ancora non l’aveva visto, e non aveva intenzione di vederlo. Tutta quella storia era solo seccante. Se Agnese avesse cliccato sul video, avrebbe visto la professoressa Karen Bakker nuda («Non è mica sta gran figa!» diceva Miles, con il tono superiore del finto etero che rischia di mandare tutto al diavolo per un eccesso di spavalderia) che si faceva masturbare da Scott Williams, un biondino che Agnese non conosceva nemmeno, perché andava in quarta E-D. «Oh mio Dio!» dicevano tutti, e l’associazione delle Vergini fino al matrimonio (una congrega di esagitate medievali che avevano bisogno di un pisello per ognuna) aveva messo a ferro e a fuoco tutta la scuola. Il direttore aveva sbattuto fuori la professoressa sui due piedi, assistenti sociali e reverendi andavano in pellegrinaggio da Scott, che se la godeva beato, mentre madri e compagne piangevano isteriche e sfiaccolavano per tutta la città contro l’ignominia. Anche un gruppo di papà e di professori avevano messo su tutto un circolo per protestare e ogni notte davanti alla casa della Bakker, che attendeva un provvedimento disciplinare formale e l’ordine di comparire in tribunale senza mettere il naso fuori, si ergevano cartelli e manifesti in cui la parola meno insultante era puttana. Agnese viveva lo scandalo con un atteggiamento di tolleranza che appariva a tutti curioso e cattolico. Le persone fanno sempre delle cose che ci sembrano assurde, per il semplice fatto che non sappiamo il loro punto di vista. Certo, la Bakker era solo una puttana, ma chi poteva giudicare una donna altrimenti tanto onesta e corretta? In fondo, se i suoi compagni avessero visto lei che si lavava appollaiata alla vasca da bagno, non avrebbero pensato che fosse pazza? Le mancava un cesso all’italiana, dio mio. E chissà che mancava alla Bakker. (continua)

romanzo sul blog è un’opera di Francesco Affronti – immagini di Giulia Venegoni.

Qui la prima puntata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...