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Ho appena letto sul Fatto Quotidiano una notizia che, consentitemi, per me è una bomba che fa BOOM nel mio cervello. In attesa che fugga, anche lui.

La notizia è la seguente: Mauro De Mauro è stato assassinato 41 anni fa. Omicidio di mafia. Ma forse non del tutto. Forse la mafia ha soltanto avuto parte come braccio. I mandanti sono oscuramente legati a qualcosa che stava molto a cuore a De Mauro. Ovvero, gli ultimi giorni di vita di Enrico Mattei. Morte misteriosa, anche quella dell’imprenditore del petrolio. Anche lì, longa manus di mafia, servizi segreti ed eminenze grigie. E cos’è che fa BOOM? Il fatto che i pm ritengono che la chiave di tutto sia nell’ultimo, introvabile capitolo di Petrolio, il postumo romanzo di Pasolini. Anche lui, assassinato misteriosamente. Oh, se Borges fosse ancora vivo! Se Sciascia, Marcel Schwob potessero illuminarci ancora! La storia è l’inveramento della letteratura nella vita, della vita attraverso la letteratura. Come spiegare uno, due, tre omicidi apparentemente slegati tra di loro? Con un pezzo di letteratura, nel caso specifico letteratura d’inchiesta – altrimenti non avrebbe interessato Ingroia & co. Ma che importa! La letteratura è sempre tradimento del reale ma, per ciò stesso, unica macchia che la verità possa imprimere sugli eventi! Unico medium che possa farci capire qualcosa di noi e del mondo. E dunque, come risolvere questo intricatissimo giallo super-reale? Con il più banale, con il più sublime dei clichés letterari, la ricerca del libro mancante. E chi hanno messo nella pista del libro introvabile? Un altro personaggio da romanzo, Marcello Dell’Utri.

Naturalmente, noi che ci siamo ingozzati di simili storie, sappiamo che l’ultimo introvabile capitolo dell’ultimo romanzo di Pasolini, se mai esistesse, non darebbe la chiave per la soluzione del mistero come i magistrati la intendono. Ne darebbe diecimila, di chiavi, e scoverchierebbe altri diecimila misteri. Ma la letteratura di questo si nutre e noi, se fossimo i magistrati, potremmo provare a intravedere solo quella parte di verità, piccola, locale, che la nostra sensibilità riuscirebbe a individuare. Ma quante altre verità sarebbero nascoste in quel capitolo scomparso?

In definitiva, Ingroia si scopre homme de lettres – malgré lui; ed io, col cervello che ha ricevuto una scarica elettrica, scopro che il vero elemento letterario, da romanzo, degno di Manzoni e Stendhal, è proprio lui: il procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Antonio Ingroia.

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