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Romanzo sul blog

di Francesco Affronti

I

Agnese si alzò, si pulì con molta carta igienica. Si sorprese a pensare che a casa non ne consumava tantissima. E che era diversa, meno soffice. D’altronde in Italia non doveva fare tutta sta fatica per cagare. Adesso si era tolta gli slip e i pantaloncini. Si accostò alla vasca da bagno, aprì il rubinetto dell’acqua calda e diresse il getto dell’acqua quanto più possibile alla parete della vasca, quella esterna, quella più vicina al bordo dietro il quale stava lei, nuda e scalza. Si girò, si piegò sulle cosce, come a sedersi sopra il ciglio della ceramica bianca e, con la mano dietro, cominciò a prendere larghi palmi d’acqua e a lavarsi il culo. Quello era l’unico momento della giornata in cui avrebbe lasciato di corsa l’America per un bidet italiano, uno qualunque, anche quello della casa di zia Paola, ruvido, che ti lasciava il segno sulle chiappe e una volta addirittura (erano tutti bambini) l’avevano riempito e ci avevano messo dentro Liquore, il pesce rosso. Qualche settimana prima Miles aveva sfinito tutta la comitiva a proposito della sua visita a casa dei McWoogie, che avevano il cesso più strano del mondo: «Accanto alla tazza, ma proprio accanto!, c’è un vaso, una specie di cesso più piccolo, coi rubinetti! Ah ah! Una fioriera!» Agnese aveva teso le orecchie, un bidet! Un bidet nel benedetto Missouri! E quel pezzo di würstel impanato lo prendeva per una fioriera! La ragazza aveva orchestrato tutto un complicatissimo modo per infilarsi in quella casa e un pomeriggio c’era riuscita! E una volta lì, ficcatasi col cuore in gola in bagno, mentre i padroni di casa in salotto le preparavano la cioccolata, Agnese vide. Miles non era stato l’unico a scambiare un bidet, un piccolo bidet vero, autentico, mediterraneo, con una fioriera. I McWoogie l’avevano riempito di terra nera, e una bellissima peluria verde, un’erbetta punteggiata da fiorellini colmava quello che dovevano considerare un vaso geniale, che aboliva annaffiatoi e altri simili strumenti per dare acqua alle piante: aveva i rubinetti incorporati! E che comodità per la toilette! Non c’era nemmeno bisogno di usare deodoranti, ci pensavano le violette a depurare l’ambiente! Agnese sentiva che le labbra le si contraevano meccanicamente, e provò a sorridere. (continua)

Immagine di Giulia Venegoni

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