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Si usa affermare che la Seconda guerra mondiale sia stata vinta dagli Alleati. Questo è senz’altro vero, ma in realtà il nazismo ha conquistato il mondo. Sia a livello geo-politico, sia dal punto di vista teoretico.

Intanto l’Europa è sostanzialmente Judenrein. Qualche sparuto gruppo esiste ancora, ma il grosso degli ebrei, non c’è più. Abbiamo liberato tutte le contrade dei nostri fratelli maggiori, come desiderava il Führer. Sono tutti in massa andati via, da qualche parte nella pidocchiosissima Palestina e, poiché Hitler era lungimirante, anche lì rompono il cazzo. Ma non più a noi, adesso la patata bollente è passata agli arabi. La Germania desiderava avere una posizione di predominio sull’Europa continentale, sulla base delle sue esigenze e di un affratellamento tra i popoli più civili del mondo, e anche questo si è realizzato. L’Europa si è unita; usiamo tutti la stessa moneta; la Francia finalmente ha perso ogni pretesa di grandeur, e siamo tutti appesi alle magnifiche sorti e progressive tedesche. Le banche, gli affari, l’economia nostre dipendono tutte dalla Germania, e la patria di Beethoven si prodiga coscenziosamente a salvaguardare i propri interessi e il nostro delicato vassallaggio. Certo, non sono più i tempi dei cannoni Krupp. Come dice Giulianone Ferrara, oggi è l’epoca dei Bund e degli Spread, delle quote latte, dei trafori nelle montagne. Probabilmente, come era nei desideri di Hitler, riusciremo a smantellare ferrovie, telefoni e mezzi di comunicazione per diventare la grande colonia agricola del Quarto Reich. E il mondo sarà migliore perché, si sa, il ritorno alla bucolica campagna rende tutti migliori e virtuosi. Ma l’aspetto in cui lo spirito nazista oggi trionfa, non solo in Europa ma in tutto il mondo occidentale, è quello ideologico. Gli aspetti negativi e sgradevoli della esistenza sono finalmente diventati tabù. Basta con le malattie, i deformi, la sofferenza fisica. Già una settantina d’anni fa i tedeschi, all’avanguardia, avevano approntato dolci case di cura e cliniche per l’eugenetica, dove i malati, gli invalidi, i vecchi e gli storpi erano amorevolmente assistiti per fare una fine decorosa e permettere ai sani di prosperare. Al giorno d’oggi la pratica dell’aborto ha molto migliorato le cose. Si vedono in giro sempre meno down, paraplegici e tetraplegici. Gli anziani sanno di doversi togliere dalle scatole e rinchiudersi negli ospizi, in compagnia di infermieri che alleviano le loro sofferenze lontano dai nostri occhi impressionabili – e c’è perfino una nutrita minoranza di sofferenti che richiede a gran voce di poter morire, con tutti i crismi della religione e del rispetto della legge, per impedire alla bruttezza di esibirsi impunemente, in questo mondo fatto solo di bellezza, forza fisica e ginnastica per pompare tartarughe e glutei. Chi ieri ha lottato contro il nazismo ne è stato inesorabilmente conquistato e, all’alba del 2011, carovane di malati, invece di dirigersi inutilmente a Lourdes (che razza di barbaro culto praticavano gli antichi!) si indirizzano alle efficienti cliniche in Svizzera, dove tutto è approntato per non lasciarli crepare tra gli spasmi e la bava sputata sui cuscini. Basta fare un testamento, sbrigare alcune pratiche burocratiche e poi ti accomodi in un letto bianco. Un luminare della scienza medica prepara le dosi di farmaco necessario e sufficiente da iniettare nel sangue, con una banale punturina. E chiudi gli occhi, sazio di giorni, dopo aver speso proficuamente la tua vita a produrre, ad accumulare e a consumare.

Francesco Affronti

4 thoughts on “Hitler ha vinto

  1. io mi ritrovo molto d’accordo con il punto di vista ideologico che purtroppo è palesemente presente ogni giorno in qualunque campo,anche se chiaramente gli aspetti sgradevoli dell’esistenza credo siano frutto di diversi fattori combinati tra loro e non solo un’eredità nazista =) in ogni caso è un tuo punto di vista non penso sia una minchiata.

    • Forse ho scritto questo post con troppa rabbia dentro per essere del tutto chiaro: intendevo dire che al giorno d’oggi sembra che la vita debba essere vissuta fintanto che sia bella e buona. Nel momento in cui arriva la sofferenza, il brutto, dobbiamo provvedere a nascondere, annullare, procurarci una dolce e indolore morte, per non intralciare la bella vita (degli altri, degli altri che rimangono). E questo, è nazista.

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