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Quand’ero piccolo era tutto più semplice: il romanzo preferito (anzi, il libro preferito) era quello che leggevo sul momento. Il capitan Fracassa, L’incredibile storia di Lavinia, La famosa invasione degli orsi in Sicilia, Le due vite di James il tuffatore, il libro sull’armadillo e così via*. Poi piombarono come cicloni tutti i libri (anzi, i romanzi) che cambiarono la mia vita e da allora sono sempre stato molto cauto nel definirne uno il mio preferito. Finché la cosa non ha smesso di interessarmi del tutto. Ci sono romanzi scritti bene e romanzi scritti male.

Ora, una delle cose che io penso, è che noi siamo sì quello che facciamo, ma anche quello che gli altri denotano di noi. Se una persona ti dice che sei uno stronzo, anche se pensi di essere l’essere migliore sulla faccia della terra, ecco, ti sbagli. Devi aver fatto degli atti per cui quella persona dice di te peste e corna. Uno può credere, dentro una cella, di essere libero. No, è e resta in cella, imprigionato. Uno può pensare di essere ricco, di essere Napoleone, di essere in gamba: bisogna verificarlo. Nel caso di Napoleone poi, non c’è dubbio, sei pazzo. Per cui, quando qualche tempo fa, parlando di romanzi, un’amica ha affermato, riferendosi a me: “… Il suo romanzo preferito è Le relazioni pericolose” mi sono sorpreso. Perché mi sono reso conto che è vero. Che rilevanza può avere che io abbia creduto, in questi anni, di non avere (più) un romanzo preferito se invece poi parlavo sempre di Laclos, e della Marquise de Merteuil, e delle lettere, e della piccola Volanges? Ebbene, lo dico col turbamento di chi si riconosce nella pupilla altrui, sì, Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos è il mio romanzo preferito. Dedicherò qualche “puntata” di Apriekiudiletendestan al romanzo. Partiamo dalla trama:

Il visconte di Valmont, cinico seduttore, ha deciso di conquistare la castissima Madame de Tourvel. Confida il suo progetto alla marchesa de Merteuil, sua ex amante e sua emula in libertinaggio. Sarà lei a guidare a distanza le avventure di Valmont, imponendogli di rispettare il codice libertino. Gli consiglia innanzitutto di conquistare la timida Cécile de Volanges, appena uscita di convento e promessa a un uomo di cui la marchesa si vuole vendicare. Cécile si innamora del giovane Danceny, e Valmont riesce a sedurla ponendosi come intermediario tra lei ed il giovane. Grazie ad alcuni stratagemmi il visconte vince anche le resistenze di M.me de Tourvel e riesce a possederla, ma poiché la marchesa lo obbliga a chiudere quest’ultima relazione (si rende conto infatti che il Valmont sta per innamorarsi), Valmont scrive una lettera di rottura a M.me de Tourvel nella speranza, che risulterà vana, di riottenere i favori della sua ex amante. La lotta fra i due libertini è ormai inevitabile e la marchesa rivela a Danceny la relazione fra Valmont e Cécile. I due si battono in duello e Valmont muore, ma non prima di aver consegnato al giovane le lettere che smascherano le trame della marchesa di Merteuil. La marchesa viene riconosciuta finalmente dalla società nella sua reale natura, si ammala di vaiolo e fugge mentre M.me de Tourvel e Cécile si ritirano in convento dove M.me de Tourvel morirà poco dopo.

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*Il capitan Fracassa è un classico cappa e spada, di Théophile Gautier, il mio primo autore francese in assoluto. L’edizione era del 1987, Paoline e mi fu regalato al mio sesto o settimo compleanno. L’incredibile storia di Lavinia è il romanzo più famoso di Bianca Pitzorno, la storia della bambina che trasforma tutto in cacca. La famosa invasione degli orsi in Sicilia, di Buzzati, coi disegni (bellissimi) dell’autore stesso. Le due vite di James il tuffatore, di una certa Berlie Doherty, era un romanzo del “Battello a Vapore”, a.d. 1998. Il libro sull’armadillo in realtà si intitola Appunti di un naturalista bizzarro, di Mimi Menicucci, La scuola, Brescia 1961. Parla di animali esotici, bei disegni e spirito da “Albero Azzurro”. Non lo troverete mai da nessuna parte, per cui vi fo vedere la copertina:

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