Home

Certo, Girgenti. Doveva dargli molti spunti, al caro Pirandello. O forse gli forniva proprio storie bell’e pronte per essere tramandate. D’altronde è ancora così. I dintorni di Agrigento sembrano sempre vivere di situazioni al limite del grottesco. Dell’assurdo. Ma il resto d’Italia non è da meno. Sentite questa:

Un vecchi’uomo allestisce un trasloco. Niente di ingombrante, solo una serie di pacchetti e mediocri mobilini. Un amico, il vecchio Gianni, si offre di portare il suo furgoncino. Saranno sì e no un paio di viaggi. L’ometto accetta, per pochi soldi effettuerà lo sgombero. Insieme alla moglie apparecchiano tutti gli oggetti: cassetti, vasi, portombrelli. E li portano giù, al pianterreno, nell’androne. “Signor Tino” – gli fa il portiere – “Qua tutta sta roba non ci può stare!” La moglie si indispettisce: “Dicci che si fa gli affari suoi, è questione di un minuto!” Tino già sbuffa. Intanto Gianni si accorge che il furgoncino gli è guasto. Che fare? Sotto casa sua c’è un’agenzia di pompe funebri. Il direttore è suo amico di infanzia. Gli balena l’idea: che può prestargli un carro funebre? L’amico non discute, tanto più che oggi non c’è traffico di morti. Bene, è presto fatto.

E arriva il carro funebre a raccogliere le carabattole. Tino, ch’è un superstizioso, tocca ferro, via, via sto carro! Macché, c’è Gianni! Che? Fare il trasloco col catafalco? Ma non se ne parla nemmeno! Il portiere comincia a dire la sua. La moglie fa corna e gli dice di non essere stupido, una macchina vale l’altra. Tino si indispettisce e comincia a litigare con Gianni, mentre questi con la signora e il portiere caricano le robe nell’auto funebre. Il vicinato si affaccia: chi morì? Intanto Tino fa per mettere uno specchio nel carro: no, non per lungo, fa Gianni, ma di piatto, di piatto! Non ci entra! Lo specchio si rompe: mamma mia, pure questa! Sette anni di guai! Tino vorrebbe piangere. I mobili vengono caricati tutti. Gianni parte.

Dopo questo curioso trasloco Tino ha perso la faccia. La gente del quartiere, quando parlano di lui, ora lo associano a quello che chiamano, scherzano i crudeli, “l’ultimo trasloco”. Non l’ha più sentito a Gianni. Ma mannaggia alla morte! Se l’avesse mandato via! No! Ora ci ha la jella addosso. Da quando s’è fatto lo sgombero con quel maledetto carro gliene capita una dopo l’altra. Il genero era in bagno ed è scivolato; dovevano andare a sciare con la figlia (una piccola vacanza, due giorni), e invece s’è rotto un osso e sta ingessato. Vogliamo parlare della cucina? La signora di sopra aveva la lavatrice che gocciolava, gli ha fatto una macchia sul soffitto grossa come una casa in una nottata, tutta la cucina da tinteggiare daccapo. E non gli vuole nemmeno pagare i danni! E sua moglie non s’è mica rotta un dito? Aveva la fregola, pure lei, di piantare chiodi al muro per metterci i suoi quadretti! Quest’è jella, jella vera e propria! Tutto a causa del carro funebre e dello specchio rotto, accidenti!

Tino ha deciso, così non si può continuare. E va a citare Gianni per danni. Per danni, sissignori. La salute gli ha rovinato quel miscredente, la salute.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...