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Quando sono stato in Brasile, quello che più colpiva la mia immaginazione erano le strade, grandi, asfaltate di nero, senza nient’altro che se stesse, e le foglie d’un violento verde ai margini, coi loro alberi scuri. Dietro, era la foresta. Tutto era foresta, gigantesca, e le guide ci raccomandavano di non uscir mai dalla strada, ché altrove era pericoloso. E mi figuravo le iguane e i ramarri, i pitoni e i giaguari acquattati tra quelle foglie, pronti a divorarci se avessimo fatto un passo falso. Non successe mai niente di tutto questo. Quando una volta ci inoltrammo tra il fogliame, con i portatori ad aprirci la via, fuor dalla via, tra arbusti e radici a forma di bisce, sbucammo su una piccola palude, uno stagno quasi, e v’erano dei coccodrilli, innocui, nell’ora della siesta. Qualcuno tra i brasiliani volle dar prova di coraggio e andava a disturbare i lucertoloni, gli apriva le zanne, giocava con le loro code da dinosauri e ci invitava a fare delle foto in groppa ai bestioni. I coccodrilli languivano infastiditi, tradendo una noia tale che quasi non si muovevano, aspettando solamente che quel fastidio terminasse il più in fretta possibile. C’è chi fece delle foto, chi si guardò intorno – con quello sguardo da esperti che hanno i turisti occidentali. Una signora, olandese credo, fu trascinata dai brasiliani in mezzo agli animali, e le fu dato in braccio un piccolo coccodrillo, tra scatti di foto e sorrisi e frasi di sorpresa e meraviglia piuttosto di circostanza. Passati dieci minuti si era tutti stanchi, e dentro di sé convinti di aver goduto abbastanza di quelle esibizioni da circo. Montammo sulla jeep, e io pensavo che nessun selvaggio ci aveva sorpreso, bestie paurose non ne avevamo scorte, i coccodrilli parevano idoli bizantini; e la strada nera cominciò a parmi, tra tutte le meraviglie brasiliane non viste o non godute, una lunga lama sinuosa. A ben vedere, ecco, era lei l’elemento violento della giungla. Perforava in lungo e in largo l’Amazzonia, deviando a suo piacimento, traforando gole e ruscelli, tra lo sfacelo trionfante degli esseri viventi.

One thought on “ricordi del Brasile

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