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Ancora una torrida tetra bella giornata di sole.

La cosa antipatica è che tutti sono già abbronzati o sul punto di meticciarsi. Chi rifugge il sole, come me, naturalmente non può che restare latteo. Il che non sarebbe un malanno, ma santo cielo non si può certo passare inosservati. E poi c’è lei, la rumorosa. Vorresti dimenticartene, trattarla al pari di un soprammobile curioso, lasciarla al suo posto: no; la tartaruga, dal basso della sua vaschetta colorata, fa del moto, sbatte, s’arrampica. L’estate la desta, le rinnova una bizzarra vitalità, tutta fatta di ginnastica per altro. Si sente, e di fatto è viva. Talvolta, il che è strano da dire per una tartaruga, sembra più viva di altro, di altre persone – di me.

La odio.

2 thoughts on “tartarughe d’estate

  1. Sottovaluti il fascino esotico del pallore in una città come questa. Io del mio pallore ne faccio un vanto e lo preservo quanto più posso. La vitalità della tartaruga ok, quella la invidio anche io.

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