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La parola patria è una di quelle che il vocabolario mentale degli italiani utilizza con maggiore difficoltà. Vuoi perché l’Italia è unita da soli 150 anni, mentre per sette secoli ogni regione stava per i fatti suoi e appena possibile comune si opponeva a comune, città a città. Tutti italiani, tutti divisi. O forse la parola patria dà difficoltà perché per vent’anni durante il fascismo è stata sbandierata da individui che hanno dato valore al razzismo e alla coercizione, alla guerra e al dolore. Anche oggi d’altronde la maggior parte delle persone che vibrano d’amore per la patria sottintendono una lontananza da altri, dagli altri il cui paese dei padri è un altro, e spesso si avvicinano al razzismo. E ci riecheggiano insistenti nella testa quelle frasi impregnate di sangue: morire per la patria, caduti per la patria, dare la vita alla patria, martiri della patria e della libertà… Tutta roba molto allegra. La vita, proprio. Forse però, più semplicemente, la patria è solo un posto dove puoi sentirti a casa ovunque. Nella città dove sei nato, in quella vicina dove vai in vacanza, o a scuola, o a lavoro, al Nord e al Sud. Dove tutti si parla con le stesse parole e si hanno le stesse abitudini. In un certo senso, è una questione psicologica. C’è chi si sente straniero se dal Sud va al Nord; c’è chi si sente a suo agio anche dall’altra parte dell’oceano. C’è chi si sente italiano in mezzo agli stranieri, chi si sente straniero in mezzo ai propri concittadini. In ogni caso, che si voglia o no usare la parola patria, operiamo per fare sempre il meglio nei confronti delle persone che ci circondano. Nel nostro paese, nella nostra città, in qualunque comunità il destino ha scelto di calarci. Manteniamo la probità e il rispetto per chi vive accanto a noi, indipendentemente se parliamo lo stesso dialetto o se i suoi genitori vivessero altrove; rispettiamolo, perché puoi trarre vantaggio dalla felicità altrui: nessuno ti darà mai noia e avrai sempre un amico al tuo fianco. Un amico che ti sostiene, che ti sgrida e che ti capisce senza eccezione, in ogni condizione. La patria non è che questo: avere degli amici. Essere degli amici.

Francesco Affronti

da “Il Siparietto” n. 19 di giorno 18/V/2011, giornale ufficiale della XXIX Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola di Serra San Quirico (AN)

Immagine di Giulia Venegoni

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