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La mia Ligonda dolce sorride

Mentr’io alla voce perdere sento forza,

Riarso avanti al parto.

 

In petto il cuore sbatte d’ulcera,

Le braccia muoiono già

E molli le gambe cascano su la polvere grigia.

 

Un pugno di spine mi resta, sulla pancia

E domani al commiato bisogna

          Quo vadis Domine?

Al diavolo, e di furia.

 

Mia tutta bella, madonna santa

L’acqua che disseta dimmi

E dolce il motto dammi

Ché stanco infante sono e solo

Vorrei dormire, in eterno!

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