Home
la mia diletta, la mia amata amante ho perduto, persa – forse per sempre – tra le strade fetide fumose eretiche di questo mondo orrendo. La tua bellezza, un tempo imperiale, oggi è mascherata da artifici e belletti volgari, da trivio, e ti rendono contraffatta, eclatante di rossetti e sabbiosa d’ombretto, e terra indiana…
 
il mio tesoro, la mia stella d’oro ho confuso, e l’ho scambiata, maldestro, al banco dei pegni, veloce, sbrigativo, per una manciata di monete di rame subito bevute, subito spese ad assenzio ad hascisc e a donne sporche, use a portar le cimici come smeraldi. Rivoglio la mia stella, la mia stella d’oro, e mi restano tre giorni prima che sia messa all’asta, e un banchiere squallido e unto e obeso me la porti via – forse per sempre…
 
il mio passerotto pigola affamato dentro la gabbietta, ogni giorno, e la mia domestica fugge, ogni giorno, prima dell’ora dovuta, per i suoi commerci, ogni giorno, e io non la ritengo, e non la rimprovero, ogni giorno, lei, incurante delle briciole che non si cura di dare all’uccellino. Pigola egli, pigola sempre e – forse per sempre – non cesserà mai di invocare melodiosamente aiuto… Taci piccolo, taci; non sarà qualche briciola a sfamarti…
 
 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...