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Blog Opera alla Seconda
Una storia a puntate di: Francesco Affronti ed Emanuele Manno
 

Almeno, questo è il suo intento. Mentre cammina si rende conto che la strada non c’è. L’intero Kagìkistan è privo di strade, ma in prossimità del campo, pensa Cocchio, dovrebbe essercene almeno una. Sente all’improvviso un rumore di sfasciume che avanza. Guarda all’orizzonte. È un trattore che ara la brina d’argento. Grandi sbracciate, come a dire: sono qua! Il trattore si ferma. Il contadino è vestito d’un grosso pellame d’animale che lo copre fino al naso. Gli occhi sembrano chiusi, ma è solo un effetto del razzismo.

          Amico! – fa Cocchio – Mi dai un passaggio?

          Italiano?

          Sissignore.

          Dove devi andare?

          Alla capitale.. devo prendere l’aereo.

          Io vado in montagna.

Cocchio ci pensa su un attimo. Il Kagìkistan è pieno di montagne. La maggior parte della popolazione vive fra le vette sempre innevate. Il contadino attende un attimo, poi dice:

          Mio cugino può portarti in città.

Il soldato decide di saltare sul trattore, gli va bene. Il kagìco riavvia il motore, e sembra che tutta la ferraglia dell’universo si sia data convegno per far casino e muoversi lentamente. Cocchio si guarda intorno. Un ultimo sussulto di umanità vorrebbe far salire anche Deltoide, che è dietro di lui ma… È sparito. In mezzo al nulla, Deltoide è scomparso.

          Hai visto una donna qui vicino?

          Non c’è nessuno. Hai i miraggi?  

          Ehm.. Comunque, piacere: Cocchio.

          Alì Ibn Alì.

Per tutto il viaggio non dicono altro. Il ghiaccio fa spazio alla tundra, e ai sentieri scoscesi, a picco su valli inesplorate e lontanissime. E poi, sempre più su, finché non raggiungono le fattorie accocuzzolate, infestate da polli di montagna e strane vacche senza corna, a pelo lungo. Il trattore sbuffa fino all’ultima fattoria: è quella di Alì. Delle bambine giocano fuori, a costruire pupazzi di neve attorno alle bestie.

          Sono le mie figlie – dice il contadino.

          Ah. E… non le fai lavorare? – chiede Cocchio, cui hanno insegnato che il lavoro minorile in Kagikìstan è obbligatorio, come la scuola in Italia.

          E perché? Ora abbiamo uno schiavo. Kunza! – grida aprendo la porta – Abbiamo uno schiavo!

Cocchio rabbrividisce. Spera che non si riferiscano a lui, spera che… La signora Alì esce radiosa, ogni centimetro del suo burka rosa sprizza sorrisi.

          Tesoro, era da tanto che sognavo uno schiavo! – solleva un paio di metri di burka, per permettere ad un bel calcio di assestarsi sui genitali di Cocchio. Questi rotola per terra, e le bambine accorrono ridendo. Senza nemmeno capire come, in un istante si ritrova con un guinzaglio al collo. – Su – gli fa Kunza, orgogliosa – Seguimi: ti mostro alle vicine!

 

Continua prossimamente su… Flying Circus!

 

2 thoughts on “Blog Opera alla Seconda – ep. 6

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