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Blog Opera alla Seconda
Una storia a puntate di: Francesco Affronti ed Emanuele Manno
 

Cocchio ha un piano. C’è il tempo di fare tutto con ordine.

          Resta ad aspettarmi. Torno subito.

Cocchio si soffia sulle dita piene di geloni, ed esce fuori, dirigendosi verso un casolare ammorbato dalla muffa. C’è un commilitone a vegliare sulla porta, mitra a tracolla e moccio lucido sopra le labbra.

          Ehi Cocchio! Hai saputo chi è l’Eroe del mese? Deltoide!

          Eh, beato lui…

          Già – fa vagamente sovrappensiero il soldato guardiano.

          Io invece vado via. Lascio il Kagìkistan. – uno sguardo di disappunto lo trafigge. Non gli fa male. Vagano nell’aria secondi di silenzio ghiacciato. Improvvisamente il soldato guardiano ha la percezione che la sua coda sia stata pestata, e punta di scatto il fucile a Cocchio. Grida.

          COSA CACCHIO VUOI QUI, COCCHIO, CAPORALE BUONO SOLO A FARSI RIMPACCHETTARE PER CASA! RISPONDIMI PERDIO, RISPONDI! – Cocchio balbetta, l’altro lo incalza – LA PAROLA D’ORDINE CAZZO FOTTUTO CAZZISSIMO! DIMMI LA PAROLA D’ORDINE O TI FACCIO ARRIVARE A CASA PIENO DI PIOMBO, MERDA CHE NON SEI ALTRO!

          COLIBRÌ SPENNACCHIATO! – grida Cocchio con tutte le sue forze. L’altro abbassa con subita serenità il fucile. La parola d’ordine l’ha calmato come una doccia gelida. Cocchio riprende a parlare, un po’ scosso – Vengo a prendere qualcosa, un souvenir per mia madre: mi fai entrare?

          Certo – dice il can da guardia mentre il moccio scivola sul muso.

Cocchio entra. È il magazzino dove si ammassa il bottino di guerra. Divani, vasellame, stoviglie, specchi, ombrelli, tutto quello che un esercito arraffa tra le abitazioni abbandonate sotto i combattimenti. Fruga tra stracci e vestiti muffiti, e ne cava fuori uno splendido burka nero.  

Il mattino dopo, mentre il campo è in escandescenze per la scomparsa del previsto Eroe del mese, Cocchio va via con la sua fidanzata autoctona.

          Bella pollastra eh! – occhiolineggia qualcuno, sbavandole dietro al culo. Un bel culetto da lurida gatta selvatica…

          Me la porto a casa: sai, forse è incinta.

          Azz, un figlio marocchino! Contento tu… Piuttosto, hai visto Deltoide? Il farabutto s’è nascosto, e doveva essere fucilato due ore fa!

          Beh, sarà in latrina, si starà cagando sotto. – ridono tutti.

          Figlio di puttana! – grida un altro – I tg della notte hanno già diramato la notizia della sua esplosione con un kamikaze, dobbiamo trovarlo!

È un alveare impazzito. Cocchio è costretto a farsi toccare per vedere se nasconde un pezzo di Deltoide. La femmina no, si sa che le donne kagìche non si toccano nemmeno se stanno partorendo: e poi appartiene a Cocchio.

Sono finalmente usciti. Deltoide ha paura e non si spoglia. Lo splendido Kagìkistan si stende davanti a loro.  

 

Continua prossimamente su… Flying Circus!

3 thoughts on “Blog Opera alla Seconda – ep. 4

  1. Io credo che, anche se piuttosto sospettabile, l\’idea del burka sia una bella trovata, originale🙂 ..Ci sono rimasta!!

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