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Giorno 9 facevo un intervento su Paperino; leggo fumetti Disney come non facevo da qualche annetto; in questi giorni ne parlo molto (devo analizzare questo particolare ritorno al fumetto – en passant potrei sottolineare che il fumetto è stato il mio primo medium tra me e mondo, ma ciò non basta a spiegarmi l’importanza che sta ri-assumendo nella mia vita).
 
E rieccomi qui a ridiscuterne. Dunque, dicevo, 9 giugno, anniversario di Paperino. Ho scritto delle cose di cui mi sono reso conto essere false.
Lì dicevo che Paperino resta ancora oggi fresco e pimpante. Che sciocchezza. Non è affatto vero.
Paperino nacque come spalla, e dopo una felice parentesi da protagonista che l’ha elevato a personaggio Disney più amato, è tornato al ruolo per il quale fu creato, il comprimario, la spalla, il subalterno. Immagino che la gente fumettara, se frequenta questo blog, storcerà il naso. Eppure…
 
Carl Barks e gli autori italiani hanno dato lustro a Paperino come personaggio a tutto tondo, con le sue sfaccettature di volta in volta più raffinate; attraverso le avventure che il Maestro dell’Oregon disegnava sul Donald Duck Paolino diventava qualcosa in più dell’irascibile papero dei cartoni animati. La Disney italiana, Martina in testa, forniva Paperino di una vita fantozziana, italica, milanese, ma riscattata dall’identità segreta di Paperinik.
Ma… c’est tout. La creazione di Zio Paperone, e il peso di quest’ultimo in Italia (la Disney Italia ha sempre dichiarato trattarsi del personaggio preferito nel nostro paese), ha progressivamente tolto spazio a Paperino, che è tornato all’ombra del protagonista, lo Zione, come negli anni ’30 stava alle spalle di Mickey.
Se, privi di passione, volessimo studiare il Paperino di Don Rosa, ci accorgeremmo che non ha nessuna consistenza. O quasi. Se, allo stesso modo, prendessimo una copia di un Topolino qualunque, vedremmo, tra la fitta schiera di storie dedicate alla famiglia dei paperi, come Paolino si identifichi in modo desolante col fannullone della Gallinella Saggia, con l’aggiunta del tormentone della lista dei debiti e dei troppi cugini fastidiosi – che hanno preso il ruolo dei Tip e Tap e di Qui Quo Qua dei bei vecchi tempi.. null’altro.
Ma la cosa è riscontrabile anche nei cartoni animati. Vero è che non mi sembra che nei cartoons Paperino abbia acquisito neppure per sbaglio quella consistenza che nei fumetti gli è stata anche tolta. Ad ogni modo, a parte gli insulsi Tre moschettieri (sulla stessa desolante scia del Fagiolo magico) e l’affettuosissimo e bello episodio di Fantasia 2000, Paperino è sparito, arruolato nella marina americana: pare che l’esercito lo capisca meglio dei bambini che guardano i cartoni animati. Non scherzo. Duck Tales spedisce Paperino in marina perchè la sua voce è troppo incomprensibile (che il cielo abbia sempre in gloria Clarence Nash!).
 
In definitiva… Ridateci Paperino!!!!! Ci avete già tolto Topolino!!!!!!!!

One thought on “considerazioni corrette su Paperino

  1. Povero Donald… che tristezza. In questo mondo non c\’è più posto per i veri artisti, restano solo i raccomandati o i ricchi, come Zio Paperone. In effetti neanche io ho mai compreso bene il linguaggio di Paperino… MA NON IMPORTA! Il fatto che ci hanno tolto topolino non è poi una tragedia, io non lo sopporto! Con quella risatina isterica! Ma paperino è… è… BEH è PAPERINO! Comunque ora ti saluto amuuraa!! Ossequi. ps: …comunque a me "I Tre Moschettieri" è piaciuto… =)

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