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Ho visto un film al cinema: eventone, visto che al cinema ci entro solo per ripararmi dalla pioggia quando dimentico il paracqua. Per cui potrei anche evitare di parlare del film stesso, e compiacermi del mio antipatico snobismo o fastidioso fastidio per i cinema, cosa che ieri sera ha subìto un’eccezione.
Invece parlo anche del film: The Reader – con uno dei soliti sottotitoloni italiani ad effetto: A voce alta.
 
Un film sorprendente, per più ordini di motivi: sorprende la voglia di osare, anche a costo d’esser grossolani (cosa che non succede mai a onor del vero) da parte del regista, che ci ha regalato delle inquadrature e delle scene intensissime. Sorprende la trama, che, come nella vita, quasi senza soluzione di continuità, prende ad un certo punto una piega imprevista e si dirige verso una direzione che non avresti mai immaginato. E sorprende anche la modalità con cui s’è scelto di affrontare l’argomento sull’Olocausto – avverto immediatamente che non è sic et simpliciter un film sull’Olocausto; anzi: come direbbe un mio amico, esagerando, potrei dire che il tema in questione, che è solo secondario rispetto ad altri temi, è un pretesto.
Dicevo, sorprende il modo, che è quello di provare a ragionare della straordinarietà e complessità giuridica che ha comportato e comporta il crimine legalizzato del Terzo Reich. E, più generalmente, il rispetto della legge come libertà e moralità. Kant, La banalità del male, filosofia del diritto. Insomma, cose che interessano solo ad un pugno di persone sulla faccia della Terra.
 
Molto interessante notare come per gran parte del film l’acqua scorra puntualmente. Dal cielo, da docce, e laghi, bagni, lacrime. Acqua, aqua fons vitae. Ancora più interessante è il grande amore per la letteratura che traspare, e che in modo perfetto e affatto decadente viene integrato e inverato con un grande amore per i corpi nudi, per l’eros e la passione.
Curioso, ma non troppo, il fatto che l’Odissea costituisca un punto di riferimento del protagonista, come in altri film d’altra parte, come se l’Odissea costituisse lo zoccolo duro del quale, più in generale, l’uomo occidentale non possa fare a meno.
Basta. Non racconto la trama. Da vedere, non c’è nulla da raccontà.  

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