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C’era un autore francese di cui non posso scrivere il nome che’ in questa tastiera non ci sono le e con gli accenti acuti, che era ossessionato da una donna, cui dava nome Aurelie oppure Aurelia (in entrambe le e ci va l’accento acuto!!!!!!), e da una STELLA. Cosa diavolo rappresentasse questa stella lo sapeva solo lui, e quei professori che senza capir nulla credono di capire Gerardino. Fatto si e’ che Gerardino (questo il nome dell’autore) dietro la stella ci mori’ appiccato. Una notte provo’ a seguirla, slanciandosi sovrumanamente verso il cielo. Lo trovarono fracico e delirante, mezzo congelato dalle ore piccole parigine. Lo rinchiusero al manicomio, dal dottor Blanche (se non mi sbaglio era lui, lo stesso di Maupassant). Abbastanza inopportunamente il dottore gli faceva scrivere pagine di sublimi visioni e fantasfagoriche follie, e gli faceva affrescare a carboncino le pareti della sua camera. Il tema era ovviamente quella famigerata Aurelie, un po’ sua madre, la sua amante-attrice, la Vergine Maria, Kali’…
Di fronte a quell’affresco che tanto ricorda, da quel che ci e’ stato riferito, il dipinto di Claude Lantier ne l’Oeuvre di Zola, il dottor Blanche, come ogni strizzacervelli che si rispetti decreto’ che Gerardo era guarito, e che poteva tornare nel consesso dei "sani" a scrivere le sue novelle disperate d’amore per la sua donna…
Gerardo ci provo’, e a dire il vero la cosa piu’ sensata che riusci’ di scrivergli era che era impazzito, ma che la follia e’ la piu’ opportuna condizione per un vero scrittore…
Passo’ del tempo. Gerardo si inabbisso’ nel racconto straordinario delle sue visioni, sogni asensati che nessuno si e’ mai preso la briga di raffrontare con Aldo Palazzeschi, i futuristi e Dali’… Giu’ giu’, mi sia concesso, fino a RobbeGrillet e il Nouveau Roman… ma mi accorgo di stare cadendo nell’inghippo che deprecavo in certi professori…
Una notte Gerardo vide di nuovo la sua Stella. La segui’, stavolta meno lucidamente della volta precedente. Il mattino dopo lo trovarono morto impiccato. Mi sia concesso, l’aveva trovata.
 
E quindi questa stella. Io talvolta appercepisco, come dice la professoressa Cancelliere, cosa sia la Stella. Chi sia. Sia essa una dea o una donna, e’ sicuramente una regina. Sia esso uno sguardo, un fascio di luce, ha un’attrattiva polare. Sia esso un amico o un nemico, un uomo o un lampo, ha il potere maggiore. Quello di colorare. I sogni di Gerardo erano a colori. E questo rivela quello che tutti sappiamo, ma cui non facciamo caso. La stella e’ luce, e la luce rende colorato il mondo. Alla luce ogni sciocchezza acquista importanza, ogni passione trova sostanza. Non andiamo avanti se non siamo colorati. Se non siamo vivi.
Forse fa tanto Pirandello questa riflessione, ma che volete farci, di certe malattie non si guarisce…
 
(Grazie ai Tesori che amano giocare con i colori)

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