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Guardando gli storici cartoni animati della Disney, da "grandi", sarà perchè hanno accompagnato le nostre vite da "piccoli", non possiamo non provare le stesse sensazioni di piacere, piacere anche voluttuoso, non riuscendo a capire se siamo noi quelli a essere "ingannati", se siamo stati noi a cedere alle nostre facoltà intellettuali, o se sono quei cartoni animati ad essere "eterni", "per adulti e per piccini", slogan che del resto alla Disney non è di oggi. E ci fa rabbia sapere che la Disney è forse la multinazionale più aggressivamente reazionaria del mondo, che "papà Disney" era egli stesso un fascista schiavista, che l’impero "dei grandi e dei piccini" deve la sua esistenza a frotte di artisti rimasti nell’ombra… E di fronte a Biancaneve, Fantasia, la Sirenetta, Aladin, di fronte anche ai cortometraggi degli anni ’40, quelli ‘incolori’, e i cartoni animati col trio Topolino-Pippo-Paperino… La contrastività aumenta. Si tratta forse un po’ come il Rinascimento mediceo: che ha prodotto capolavori insuperati, ma al prezzo di intere generazioni vessate ferocemente, di popolazioni lasciate morire di fame, di omicidi orrendi, che hanno pari solo con la Roma imperiale e coll’assetto socio-culturale d’oggi. Senza contare, ottocentescamente parlando, il prezzo più grande: la perdita dell’indipendenza. Che, novecentescamente parlando, era solo la ciliegina sulla torta della perdita dei mercati, del controllo politico, il frutto delle corruzioni e del degrado morale che dominava l’Italia… Ed è mai possibile che un esempio tanto lampante, tanto noto a tutti non suggerisca nulla a nessuno, oggi? è possibile, direj quasi scontato.
 
Altra considerazione: il piacere suscitato. Fino al ‘700, fino alle teorizzazioni di Baumgarten, il Bello e il Sublime, le belle arti eccetera, fino a quando, paradossalmente, non era chiara una filosofia dell’Arte, le opere d’arte erano costituite in modo da provocare nei fruitori sensazioni violente, barocche, pianto e purificazione dei sensi. Oltre che un vago solletico di fantasticherie sulle quali crogiolarsi. Classicisticamente. Il romanticismo, Hegel e tutto il resto hanno reso tutto ciò obsoleto. Tutte le scuole filosofiche sull’Arte hanno distrutto l’Arte (classica), tanto che al giorno d’oggi chi volesse ingenuamente credere che le opere d’arte sono fatte per procurare piacere sarebbe violentemente messo a tacere. Gli artisti non ne hanno la minima inenzione. Le opere d’arte di oggi vogliono choccare, violentare, provocare ribellione o disgusto. Ciò che è divertente è che l’arte oggi non ha più quella presa sul pubblico di una volta, nè può averla: all’Arte oggi non è possibile provocare quel tipo di emozioni che consistevano nel purificare l’animo commovendo i sensi: anzi, sembra una cosa bassa e volgare, un ammiccamento eccessivo ai fruitori. Cosa che invece fa la televisione, le trasmissioni coi "casi umani", le famiglie che si ritrovano dopo 30 anni… E i film della Disney. Con la differenza che i film della Disney sono, tecnicamente, delle produzioni secondo regole. Il resto no, dipende dalle mode del momento, e resta cmq dannatamente trash; nel senso di spazzatura. E se fino alla generazione dei miei genitori un certo retaggio romantico diffuso fa ritenere dominio dell’arte ciò che è ‘difficile intellettualmente’, cosa da studiare e analizzare, percorsi lunghi e laboriosi, alla fine dei quali la merda di Manzoni si eleva ad arte, con un sottofondo di musica dodecafonica all’interno di una struttura architettonica firmata Gregotti, la generazione che segue, più ‘barbara’, sta finalmente liberandosi di questi tunnel di mestruazioni mentali, senza vergogna accettando l’idea che si ascolti musica pop, o Mozart (che era il ‘pop’ di allora), o che i film Disney siano capolavori – del resto lo diceva anche Ejzenstejn – che i fumetti abbiano la stessa dignità degli affreschi di Giotto, che insomma, come hanno predicato secoli di critici e artisti, Arte sia tutto cio che, prodotto secondo regole, commuove gli speattatori purificando l’animo dalle passioni e suscitando il gioco della fantasticheria. Laddove x passioni si intende tutto ciò che agitandoci non è sotto il controllo del nostro equilibrio e per gioco della fantasticheria tutto il dominio dell’immaginazione, dell’inventività… Che a dispetto dei profeti di sventure, non è morta.

One thought on “barbariche vecchie riflessioni

  1. Si si! Concordo assolutamente.
    Anche se il buon vecchio Ejzenstejn ha potuto ammirare i prodotti cinematografici firmati (ribadisco, firmati) Walt Disney solo fino a Bambi. Se avesse pagato 12.000 lire per guardare \’Dinosauri" non sarebbe di certo della stessa opinione. Come darmi torto?
     
    A ce soir, disgra\’.
    Salut

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