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Il grosso problema, che mi arrovella, è il seguente:
 
 
 
E non parliamo di me.
Parliamo poi del resto, spaccando quel maledetto capello in quattro. La necessità della lotta, avendo preso coscienza dei diritti blablbalbla, i lavoratori, la lucidità critica del 1968, il ruolo della cultura nell’insegnamento delle masse, Lenin blablabla.
L’ho detto la scorsa volta, e lo ripeto ancora: NON POSSIAMO PERMETTERCI QUESTI SQUISITI E NOJOSI SOFISMI; dobbiamo opporci e basta. La coscienza politica c’è, non preoccupatevi: c’è più di quanto le vostre arroganze non consentano.
Luciana Littizzetto credeva di scherzare proponendo il maestro unicissimo a Viterbo per tutti i bambini d’Italia. Il riso, mi dicevo, sconfiggerà l’avversario. Macchè. Son più comici loro degli altri. Un ragazzo di destra che conosco diceva precisamente: "è inutile avere venticinquemila facoltà di medicina in Italia. Ne basta una; chi vuole studiare medicina vada, che so, a Milano. Così non ci saranno sprechi".
Lo spreco vero, è stato quello delle nostre intelligenze dietro a Drive In, Zelig e Supposta per te. E alla finanziaria. Che non è da studiare; è da bollare, tout court, come una sovrana bimbominkiata.
Affanculo.

One thought on “Per L’istruzione pubblica n. 2

  1. e l\’italia sta decadendo … evvai … e noi continuiamo a manifestare !!!!!!!!! poveri picciriddi con un solo maestro escono pazzi !!!! bu … facciano loro…

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