Home
Disgraziati.
Il livello intellettule della battaglia contro i tagli delle scuole, i tagli dell’ossigeno e del nostro futuro deve essere basso. Considerate che bisogna avere a che fare con la Gelmini, con Berlusconi, con Italo Bocchino. Individui che non sanno nemmeno cosa significa la parola "pedagogia". E che in viale delle scienze non ci hanno mai messo piede. è decisamente inutile stare a spaccare il capello in quattro con raffinatissime discussioni da salotto 1977. Mi riferisco a quelle nobili persone che, gratta gratta, hanno la stessa testa dei fascisti: le loro convinzioni sono le uniche degne d’essere espresse. Io, io, considero beatamente una serie di minchiate quelle che vengono emesse dalla bocca di Maria Stella Gelmini. Ma almeno fingo di ascoltarla. Se le tappassi la bocca sarei non troppo differente da Calderoli.
E consiederate infine che c’è poco, pochissimo tempo. Jersera Matrix è stata esemplare quanto alle cazzate, alle prese per il culo, palesi, palesissime, degli individui che stanno al nostro governo (le lingue bisognava strappargli, le lingue: nella logica 1977, si capisce). Ora, a questi cazzoni che ci prendono per il culo nel modo più scoperto, è inutile dichiarare che la sessione nel Senato della Repubblica di giorno x e y, concernente il decreto tal dei tali, proposto dall’onorevole Ministro della Pubblica Istruzione la Signora Gelmini, afferente il ridimensionamento netto ecc ecc e contro-ecc…. zzzzzzz.
Non abbiamo di fronte De Gasperi, o Calamandrei. Abbiamo di fronte delle persone che mentre parliamo ci fanno le pernacchie. A questo tipo di avversario bisogna rispondere tono su tono, come ci insegna Francesco Maria Arouet.
Sarebbe stupendo se fra qualche giorno, in Senato, qualcuno delle opposizioni (certo non la Finocchiaro, penso a qualche burlone radicale) mettesse questo video sopra la testa venerabile di Schifani:
 
 
Vogliamo fare un po’ di matematica?
Toh: (dal Corriere della Sera su Rete)

Lettera di una studentessa

«Ecco come i tagli del governo
condannano a morte l’Università»

«Penalizzati i giovani e le menti migliori, licenziati i precari. Si va verso una veloce privatizzazione»

Gentili giornalisti della redazione di corriere.it,
sono una studentessa presso l’Università di Pisa, ho letto i vostri articoli sulle proteste studentesche e ci terrei a fare qualche precisazione in merito.Le nostre proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola contro il decreto Gelmini ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell’Università pubblica. Mi spiego meglio.

La legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008, che si può leggere integralmente all”indirizzo http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) prevede quanto segue:

– una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%);
– un taglio del 46% sulle spese di funzionamento;
– una riduzione del turn /over al 20% per l’Università (cioè: su 5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, – 316 milioni di euro nel 2011, – 417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013);
– un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni;
– l’istituzione di un percorso burocratico che permetta la trasformazione delle Università pubbliche in Istituti privati.

Chi conosce il mondo dell’università sa che i tagli dei primi 4 punti sono tali da ridurre in ginocchio qualsiasi Università pubblica. Fra 2 anni (non dico 10 ma 2!!!) la mia Università non sarà più in grado di sostenersi economicamente: o vi sarà chiusura o privatizzazione.
Cito dal documento ufficiale prodotto dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa (che potete leggerlo da voi sul sito del dipartimento di filosofia: http://www.fls.unipi.it):
«Gli effetti combinati dell’art.49 della Legge 133/2008 (divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell’ultimo quinquennio), e del 37-bis inserito nel ddl 1441 in corso d’approvazione parlamentare, (cancellazione della procedura delle stabilizzazioni) produrranno il blocco delle forme contrattuali a tempo determinato in enti dove la frequenza di concorsi è scarsa e il licenziamento in tronco (dopo tre mesi dall’eventuale entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie dallo Stato di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale.
Le misure descritte mettono a rischio il normale esercizio della didattica e della ricerca nelle università e nei centri di ricerca, aggravano il problema del numero e della media anagrafica del personale, tradiscono gli accordi europei e il dettato costituzionale sulla necessità della natura pubblica dell’istruzione, compresa quella universitaria».

Noi vogliamo che il diritto allo studio resti un diritto di tutti (e non solo dei cittadini più abbienti!). Non possiamo tollerare una legge che è dichiaratamente contro i giovani (al massimo 1 assunzione ogni 5 pensionamenti!), che di fatto è una condanna all’esilio all’estero per le nostre menti migliori e risolve il problema del precariato licenziando i precari. È per questo che gli studenti universitari di Pisa e del resto d’Italia stanno manifestando e protestando.

Non so se vi risultino chiare le conseguenze della combinazione legge Tremonti-decreto Gelmini, attingo alla mia vicenda personale per farvi un esempio:

io ho 24 anni, a 19 anni ho vinto una borsa di studio per "giovani talenti" bandita dall’Istituto nazionale di Alta matematica di Roma, ho conseguito una laurea triennale in Matematica con il massimo dei voti, conseguirò quest’anno la Laurea Specialistica. Amo quello che studio e vorrei che il mio lavoro potesse risultare utile alla collettività. Ebbene, grazie al decreto Gelmini (chiusura delle SISS e blocco delle graduatorie scolastiche) non potrò trasmettere ai ragazzi le conoscenze che ho acquisito, grazie alla legge 133 (turn-over al 20%) mi è preclusa ogni possibilità di entrare nel mondo della ricerca in Italia. Che ne sarà di me? Se voglio rimanere a lavorare in Italia posso solo mettere la mia testa al servizio di qualche banca o di qualche produttore di software privati. Oppure alzo i tacchi e me ne vado.

Non è solo la mia storia questa ma quella di tutti gli studenti (più di 200.000 fra le sole università di Pisa, Siena e Firenze) che in questi giorni sono in agitazione (agitazione che nel caso dell’università di Pisa dura da ben 2 settimane, come potrete notare guardando http://133.anche.no/foto/ e leggendo http://133.anche.no ).

Concludo questa mia lunghissima email chiedendovi di denunciare nel vostro giornale anche la nostra situazione che riteniamo pari alla vicenda della scuola quanto a gravità e ad interesse pubblico. Venite nelle università ad incontrarci!

Con fiducia, V. D.
16 ottobre 2008

Facciamoci quattro conti in tasca…

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...