Home
" Gli amanti, gli amanti, gli amanti, come naufraghi – sono naufraghi… aspettano una telefonata…
hanno storie d’amore senza documenti a posto, devono scegliere sempre chi tradire e chi no… Sono sfollati, si muovono, terremotati della vita…
un giro di valzer.. in salita… " (Gli amanti, O. Vanoni)
 
Il ragazzo, congestionato, contraffatto in volto, quasi deformato, grida un "Ahr!!!!", stringendo vieppiù il manubbrio della bicicletta come fossero le redini di un cavallo impazzito, lanciato a tutta velocità verso l’inesorabile desolazione dell’affollato giorno, senza scampo, senza vie di fuga nell’immenso spazio delle vie della città.
 
XVIII. Per Petronio è bene fare un passo indietro. Passava le giornate dormendo, la notte la riservava agli affari e ai piaceri della vita e, se altri erano arrivati alla fama con l’operosità, egli vi era giunto per il suo rallentato distacco. Non passava per un volgare crapulone e uno scialacquatore, bensì per un raffinato uomo di mondo. Le sue parole e i suoi gesti, quanto più liberi e all’insegna di una trascurata noncuranza, tanto più incontravano favore per la loro apparenza di semplicità. Peraltro, come proconsole in Bitinia e più tardi come console, si rivelò energico e all’altezza dei compiti. Tornato poi ai suoi vizi, o meglio alla loro ostentazione, fu ammesso nella ristretta cerchia degli intimi di Nerone, come arbitro di eleganza, al punto che il principe, in quel turbine di piaceri, trovava amabile e raffinato solo ciò che ricevesse approvazione da Petronio. Da qui la gelosia di Tigellino, rivolta, si direbbe, a un rivale che ha più successo nella scienza della voluttà. E Tigellino s’appiglia allora alla crudeltà del principe, più forte, in lui, di ogni altra passione, imputando a Petronio l’amicizia con Scevino. Fu corrotto alla delazione uno schiavo e fu sottratto a Petronio ogni mezzo di difesa, gettando in carcere la maggior parte dei servi.
 
XIX. Casualmente, in quei giorni, si era recato Cesare in Campania, e Petronio aveva proseguito fino a Cuma e lì si tratteneva. Non volle protrarre oltre l’attesa, nel timore o nella speranza, ma non perc questo corse a liberarsi della vita: si fece aprire le vene, per poi, a capriccio, chiuderle e poi riaprirle ancora, intrattenendosi con gli amici ma non su temi seri, quelli che gli procurassero gloria di fermezza. Non ascoltava discorsi sull’immortalità dell’anima o massime di filosofi, ma poesie leggere e versi giocosi. Ad alcuni servi distribuì doni, ad altri frustate. Sedette a banchetto, indulse al sonno, perchè la sua morte, benchè imposta, apparisse accidentale. Neppure nel suo ultimo scritto, cosa che invece facevano i più, avviandosi alla morte, adulò Nerone o Tigellino o qualche altro potente, ma scrisse dettagliatamente le infamie del principe, coi nomi dei suoi amanti e delle sue amanti e con specificata l’eccentrica novità di ogni rapporto sessuale, e mandò il testo, con tanto di sigillo, a Nerone. Poi spezzò l’anello del sigillo, perchè non servisse in seguito a danneggiare altre persone.
(Tacito, Annali, libro XIV)
 
Allora, quelle 18 lingue, sì va bene, ora vado a studiare… Un attimo solo però!
 
No, peRchè io non posso continuaRe ad avallaRe tutta una seRie di cose pRospicienti a quest’ultima e che, in un modo o nell’altRo impediscono a delle peRsone che io stimo moltissimo e quindi, di Rilesso, a me, peRchè io mi sento paRte di questo mondo che mi ha dato tanto e che si è mostRato miglioRe di ogni altRo ambiente pResuntamente "noRmale", di poteR faRe le pRopRie scelte… che poi io dico: cosa c’è di tanto RaccapRicciante se due Ragazzi vogliono costRuiRe un peRcoRso della loRo vita insieme? (MiRiam)
 
Tanta merda! i tuoi R**** e M***
 
Non ditemi se questo non è un inno allo stupro:
 
Era nela stagion quando ha tra noi
più lunga vita il giorno
e l’ombra ai tronchi intorno
stende minori assai gli spazi suoi;
       5allor che ‘l sol congiunto
con la stella che rugge
dal più sublime punto
saetta i campi, e i fiori uccide e strugge;
ed era l’ora apunto
       10quando con linea egual la rota ardente
tien fra l’orto il suo centro e l’occidente.

Io tutto acceso d’amoroso affetto
col cor tremante in seno
stavami in parte e pieno
       15di desir, di speranza e di diletto,
gìa misurando l’ore
del mio promesso bene.
Fortunate dimore,
onde poscia il piacer doppio diviene!
       20Son le tue gioie, Amore,
tanto bramate più, quanto più rare,
tanto aspettate più, tanto più care.

Quinci con mente cupida e confusa
e gelava ed ardea;
       25dela finestra avea
l’una parte appannata e l’altra chiusa.
Qual suol lume che scende
torbido in folto bosco,
o qual sul’alba splende
       30misto ala notte il dì tra chiaro e fosco,
con tal luce s’attende,
perché ‘l rossor si celi e la paura,
vergognosa fanciulla e mal secura.

Ed ecco allor soletta a me vid’io
       35venir Lilla la bella,
Lilla la verginella,
la mia fiamma, il mio sol, l’idolo mio.
Succinta gonna e breve,
quasi al più chiaro cielo
       40nebbia sottile e lieve,
ombra le fea d’un candidetto velo;
onde di viva neve
le membra, ch’onestà nasconde e chiude,
eran pur ricoverte e parean nude.

       45Tra le braccia la strinsi, in sen l’accolsi;
del’odorato lino
l’abito pellegrino
con frettolosa man le scinsi e sciolsi.
E benché frale spoglia
       50fusse fren maltenace
a sì rapida voglia,
non fu però ch’io la sciogliessi in pace.
Sdegno, alterezza e doglia
ne’ begli occhi mostrò; pugnò, contese:
       55dolci risse, onte care e care offese.

Vidi per prova allor, sì come e quanto
mal volentier contrasta
o ritrosetta o casta
vergine, e qual sia l’ira e quale il pianto.
       60Falso pianto, ira finta:
ancorché pugni e neghi,
vuol pugnando esser vinta;
son le scaltre repulse inviti e preghi.
Di scorno il viso tinta,
       65dar non vuol mai né tor la giovinetta
ciò che brama in suo cor, se non costretta.

Corsi ale labra e, quant’ardente ardito,
con grata allor, non grave
violenza soave
       70più d’un spirto gentil n’ebbi rapito.
E la bocca divina,
pur contendente i baci,
crucciosa ala rapina,
gli prendea tronchi e gli rendea mordaci.
       75Ma chiunque destina
ai baci amor, né varca oltra quel segno,
quegli è de’ baci stessi ancora indegno.

Qual mi fess’io, ciò ch’io scorgessi in lei,
poiché le falde intatte
       80del’animato latte
si svelaro, o beati, agli occhi miei,
ridir né so né voglio.
Mille oltraggi diversi
da quel tenero orgoglio,
       85mille ingiurie innocenti allor soffersi.
Ma, qual fra l’onde scoglio,
alcuna parte dei mio seno ignudo
dala candida man mi facea scudo.

Lentato il morso al’avido desire
       90(o dolcezze, o bellezze,
o bellezze, o dolcezze)
m’apersi il varco al’ultimo gioire.
Quivi a sfiorar m’accinsi
l’orto d’amor pian piano
       95e nel suo chiuso spinsi
l’ardita mia violatrice mano.
Dolce meco la strinsi,
appellandola pur luce gradita,
gioia, speranza, core, anima e vita.

       100"Che fai crudel?, dicea, crudel che fai?
Dunque me, che t’adoro,
del mio maggior tesoro,
del maggior pregio impoverir vorrai?
Tu signor del volere,
       105tu possessor del’alma,
a che cerchi d’avere
dela parte più vil men degna palma?
Ahi, per sozzo piacere
non curi, ingordo di furtive prede,
       110di macchiar la mia fama e la tua fede?"

Tre volte a questo dir giunto assai presso
ale dolcezze estreme,
qual’uom che brama e teme,
fui de’ conforti miei scarso a me stesso,
       115e, del suo duol pietoso,
il mio piacer sostenni.
Pur del corso amoroso
ala meta soave al fin pervenni,
ed al’impetuoso
       120desir cedendo il fren libero in tutto,
colsi il suo fiore e de’ miei pianti il frutto.

Ala piaga d’Amor cadde trafitta
e, vinta al dolce assalto,
di bel purpureo smalto
       125rigò le piume, inun lieta ed afflitta.
Io vincitor guerriero
dela nemica essangue
quasi in trionfo altero
portai nel’armi e nele spoglie il sangue .
       130Così l’alato arciero
l’arsura in me temprò cocente e viva
dela fiamma amorosa e del’estiva.

Canzon, lasciar intatta
da sé partire amata donna e bella
       135non cortesia, ma villania s’appella.

 
Ma perchè a me interessano cose di cui agli altri non gliene frega niente?
 

One thought on “Affollamenti mentali

  1. Non mi è nuova la canzoneee…
    Mah… fortunatamente quel che ti interessa non è quel che interessa alla maggior parte delle persone, cioè stron***!!!😀
    Con affetto! Ric!
     
    Buon week endssssssss!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...