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Qualche giorno fa leggevo dei vecchissimi articoli di questo blog, e mi commuovevo di me stesso (quanto patetismo nella mia vita!) così come trovavo stupendi i commenti di alcuni amici che pervicacemente entravano e uscivano da qui, con una scioltezza, una facilità ed una sostanziale bellezza che aveva, quasi, del tracotante.

Mi sono involuto, lo vedo. Evito subito, meglio, ne approfitto usando il contesto e valorizzandolo: voglio che il mio blog non sia uno tra tanti, ma tra tanti uno.

Nec pluribus impar… Era questo il motto di Louis XIV? vado a controllà, ‘spettate.. Sì, era questo…

Leggete cos’ho trovato spulciando ‘ste robe da Gran Secolo (effetto ciliegia lo chiamavamo questo a scuola: una tira l’altra):

I Grandi della Nazione si riuniscono ogni giorno, ad una certa ora, in un tempio che chiamano chiesa; c’è in fondo a quel tempio un altare consacrato al loro Dio, dove un prete celebra i misteri che essi chiamano santi, sacri ed eterni; i Grandi formano un vasto cerchio ai piedi dell’altare, e appaiono in piedi, le spalle girate al prete e ai santi misteri, e i volti verso il re, che sta in ginocchio su una tribuna, e al quale sembrano tenere occupati tutta la mente e il cuore. Non si smette di vedere in quest’usanza una specie di subordinazione; poichè questo popolo sembra adorare il principe, e il principe adorare Dio.

La Bruyère, Les Caractères (1688)

Carini, nevvero?

Tutto questo mi ricorda quella poesia, vado a memoria, non so più se Saint-Simon (uhm) o La Rochefoucault (ça peut-être):

Je définis la cour le pays où les gens

tristes, gais, à tout prets, à tout indifférents,

sont ce qu’il plait au prince, ou, s’ils ne peuvent l’être,

tachent au moins de le paraître…

E poi un blablabla dal quale emergono alla mia mente i frammenti “singe”, “caméléon”, non ricordo più. E infine: “C’est bien là que les gens sont de simples ressorts”. Pesante…

One thought on “ciliegie

  1. E spero non fra tonti uno(perdona la citazione). Il tuo non lo e\’ di certo.
     
    Disgra! Diventi sempre piu\’ francese man mano che passa il tempo! Se arriverai al punto di portare il pane a casa sotto le ascelle aspettero\’ che ti passi per tornare a mangiare da te.
    Ti voglio benissimo..

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