Home
Il caro Paolino giustamente mi fa: oh, ma questa tua libertà non la capisco mica, sembra una costrizione!.. Il buon senso di questo ragazzo è limpidissimo, e capace di metterti in discussione… ma ricominciamo da capo.
Come avete potuto capire, una delle più belle definizioni di libertà che conosco è: libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente (George Orwell, 1984).
Questa frase mi fa pensare a molte cose. Istintivamente irrita, come irrita a Paolino, perchè sembra di poterla equivocare con definizioni rousseane o hegeliane della libertà, quelle definizioni secondo le quali essere liberi significa pressappoco essere liberi di obbedire alla polizia (“sembra una costrizione”); a pensarci bene si potrebbe equivocarla anche in un senso stoico, secondo parametri stoici di cosa sia la libertà. Poi mi fa pensare a Voltaire, a certa dottrina voltarriana, anche in questo caso ahimè quella che bisognerebbe ripensare. Ma di fronte a questa definizione Voltaire ha due facce: quella “da ripensare”, e quella di ogni sua benefica eredità inglese, ovvero Locke. E a questo punto è come se il cerchio si chiudesse, perchè Locke è inglese, ed Orwell inglese, salvo però essere di nuovo infranto, e da un altro inglese, Hume, perchè, in fin dei conti -ecco quello che si deve correggere in Voltaire- è vero che due più due fa quattro, ma basta mettersi d’accordo su postulati diversi e ne esce fuori un’altra matematica. Postulati matematici, si badi bene, non politici o ideologici: mistificatori. é risaputo che la matematica tradizionale, quella greca, non è l’unica; ce ne sono altre, che partono da diversi principii, ugualmente postulati, indimostrabili. (curioso che la matematica assomigli, in questo senso, alla teologia). E, sempre humeanamente, le cosiddette leggi eterne, matematiche, immutabili, le leggi neutoniane che regolano il mondo, sono soltanto convenzioni molto comode di misurazioni. Si basano sull’induzione, che come ognuno ben sa, è un procedimento che non ci dice che cosa sia vero e cosa non lo sia.
A questo punto vorrei tornare a Locke, Locke solo, senza mediazioni e fraintendimenti. Vorrei tornare all’Inghilterra del 600, alla libertà come “assenza di impedimenti al moto”. Ma di nuovo scoppierebbe la guerra, tra Hobbes e Locke. Mi verrebbe da buttare tutto all’aria. Ma non troppo. Restiamo in Inghilterra, lasciamo perdere il 600, ripensiamo a J.S.Mill, a B. Russell. Come inizia il libriccino “On liberty” di Mill? Lasciamo perdere una definizione di libertà da un punto di vista filosofico, o fisico: in quei campi le filosofie ottocentesche, il positivismo in testa, hanno fatto scempio. Pensiamo invece di definire e ribadire la libertà da un punto di vista civile, intellettuale, sociale. E dunque: l’individuo su sè stesso è sovrano: nessuna autorità, nessuno Stato governo Grande Fratello deve interferire sulla vita della singola persona perchè la ricerca della felicità è autonoma, è diritto inalienabile dell’uomo (ahi Jefferson!). Nè l’uomo potrà scegliere di farsi schiavo: essere libero di non essere libero è una falsa libertà, è solo un sofisma degno, direbbe Orwell, del bipensiero. Inoltre la libertà di pensiero, libertà che ha senso solo se viene permesso al pensiero di essere espresso, pubblicato, diffuso, deve tendere a non essere schiacciata dall’opinione generale della massa, che è sempre mediocre. Ovvero, un’opinione, per il fatto stesso di essere scomoda, o avversa, o cmq diversa dai pregiudizi della massa, deve correre per il mondo, non la si può, non la si deve impedire, perchè sarebbe una pura disonestà intellettuale; si deve anzi metterla in discussione, razionalmente si intende, e mettere in discussione, sempre, le proprie opinioni. Il che mi pare di stare facendo QUI ed ORA. A questo punto mi sembra di aver fugato ogni possibilità di fraintendimento, insidiosissimo fraintendimento, della frase di Orwell: bisogna che sia garantita la possibilità di esprimere, con argomenti razionali, le proprie opinioni: poi queste saranno false, o vere a metà, o da puntualizzare (2+2=4, ma altre matematiche, altri principi primi, altri risultati), ma sarà dimostrato che siano false, o vere a metà, o le si  puntualizzeranno con altrettanti argomenti razionali, non con sofismi che attentano all’integrità fisica e mentale di chi la pensa diversamente.
Bene, la guerra è finita (o meglio, a questo punto ricomincia su un altro versante, contro la Globalizzazione, il Potere, il tentativo di appiattimento delle diversità intellettuali). Citerò un’altra bellissima frase, di Mill, Sulla Libertà (1859): Le nostre convinzioni più giustificate non riposano su altra salvaguardia che un invito permanente a tutto il mondo a dimostrarle infondate.

4 thoughts on “Definizioni di libertà

  1. …ciao sn passato,ho visto il tuo commento..ke mi ha "colpito" x la tua attenta analisi di quel ke dico,eheheh…
    Vedo ke sei 1 persona molto colta….al contrario di me…🙂
    Cmq…x quel ke riguarda ciò ke mi hai detto:
     
    Beh… ke sia scipito credo ke sia + 1 fattore di gusto personale! O no? Ke sia un blog di pubblicità nn lo nego anzi… cm la chiami tu, io la tradizione berlusconiana la seguo volentieri xk la ammiro! Trovo eccezionale quello Berlusconi riesce a fare della sua immagine…diciamo ke possiamo traslare il concetto ad esempio a Mussolini,Hitler e anke Stalin!
    Penso ke sia un\’arma ke tutti nn possono concedersi… anzi ne sn al 100% convinto!!!
     
    Se poi dici ke gli articoli sn sl opinioni beh… probabile! Il blog x quel ke mi riguarda l\’ho creato xkè la trovo 1 cs interessante,ke serve a sfogarsi etc e farsi conoscere!!! L\’assenza di ragionamento potrei giustificartela col fatto ke nn miro a convincere nessuno delle mie idee etc ma al contrario far vedere quel ke penso!!! Del resto preferisco ragionare in gruppo,seduti ad un tavolo cn amici e nn ke parlare cn il computer…
    Ognuno x riprendere il discorso iniziale fa dei mezzi di comunicazione quel ke vuole!!! Eh eh…e puoi dirlo forte ke gli slogan sn qst blog!
     
    Grazie di essere passato! Ciao -Ric-

  2. Ah… X quel ke riguarda Berlusconi….tasto dolente nell\’Italia di oggi…. prima parlavo delle sue capacità oratorie etc etc…
     
    Ciao ciao….
     
    Saluti

  3. Sicuramente si discute meglio ad un tavolo.. ma questo non deve voler dire che non ci si possa confrontare altrimenti, almeno io spero sia così… Sono assai colpito dalla tua onestà intellettuale, ancke se, chiaramente, non condivido le tue idee: ad esempio per me la pubblicità è la pubblicità stessa, ovvero non ha una sostanza a sorreggerla, quindi sono solo parole.. cosa che tu ammetti e condividi invece; per nn dire dell\’autocelebrazione dell\’immagine da parte di Berlusconi, che tu più che giustamente trovi affine a Hitler Mussolini Stalin: al di là del fatto che si tratti di mostri, ti invito a considerare che la sola pubblicizzazione di sè, della propria persona, nn sopravvive alla persona stessa: per cui se e quando Berlusconi morirà, morirà anche il suo edificio politico: com\’è del resto avvenuto per i "mostri" già citati… Ad ogni modo mi fa piacere poter confrontarci su cose che ci interessano.. il mio blog sarà sempre aperto ad ospitarti.

  4. Ah ah…ho pensato di passare a vedere se avevi risposto! E noto ke cm me hai pubblicato lo stesso commento sia qua ke da me….otttimo! Cmq…ricambio anke io,passa pure qnd vuoi!
    Ciau… -Ric-
    PS:ti ho risp sul mio blog al commento!
    Saluti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...