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Signori, è morto Pappalardo; oggi pomeriggio faranno il loro funerale, coi loro sepolcri imbiancati, le loro facce ipocrite, e i mafiosi in prima fila, a genuflettersi a tempo, a segnarsi, e a sentirsi tanto persone-perbene. In questi giorni ho scoperto che il cardinale era stato arcivescovo in qualche posto sperduto, tipo in  Indonesia, sotto Paolo VI, e ho immaginato, chissà, che prima di addormentarsi, per sempre, Sua Eminenza abbia fatto un salto con la mente laggiù, dove doveva aver passato degli anni intensi, forse nn belli ma abbelliti dalla nostagia del passato…. Io che non sono cattolico, che odio le gerarchie ecclesiastice, la DC e i suoi eredi, il cristianesimo in tutte le sue forme, i dogmi, i vangeli, Aristotele, Giovanni Paolo II, che odio così profondamente il cattolicesimo, pure sento che tutta la società ha perso qualcuno di eccezionale. Ho sempre rispettato tantissimo il cardinale Pappalardo. Quand’ero cattolico, e feci la cresima, ricordo che raccomandaj al parroco della mia chiesa (Padre Aldo, lo conoscete tutti, nevvero?) che se fosse venuto De Giorgi io nn mi sarej cresimato. Prima che iniziasse la messa padre Aldo mi chiamò dicendo che sarej andato con loro. E andammo a Baida, con la macchina di un diacono che guidò padre Aldo, a prendere il vecchio cardinale che lì abitava. Siamo entrati nella palazzina che odorava di suore, abbiamo atteso un istante e scese da una scala grande Pappalardo, entrata in scena barocca e cattolicissima a ripensarci, ma di sicuro effetto scenografico, quasi alla Luchino Visconti. Ad ogni modo, felicissimo come un bambino fui presentato a Sua Eminenza, che si compiacque di dirmi qualche sciocchezza. Ritornammo in città, padre Aldo durante il tragitto mi accorsi che aveva nei confronti di Sua Eccellenza l’affetto scanzonato che si ha nei confronti dei nonni, o degli anziani. Attraversando la città ci imbattemmo tipo in una processione di evangelisti, o di geoviti, non so: cosa che padre Aldo spiegò a Pappalardo. La messa fu un successone, come tutte quelle in cui c’era il cardinale. Fece una bella omelia, sul fatto che quello nostro è il tanto aspirato terzo regno, aspirato nel Medioevo, il regno dello Spirito Santo, omelia che allora mi piacque tantissimo nn solo perchè stavo per ricevere la consacrazione dello Spirito Santo (?!) ma perchè avevo letto Il Nome della rosa, romanzo dove l’avvento del terzo regno, Gioacchino da Fiore eccetera sono temi dominanti. Quando il cardinale mi unse d’olio pensaj che la sua mano era davvero quella di un uomo santo, e mi felicitaj che nn fosse stato quel mafioso di De Giorgi a cresimarci (mi). E questo è il mio personale ricordo di Pappalardo, ricordo molto cattolico, tantissimo a ben vedere, ma che mi è caro ugualmente, sia chiaro, solo perchè c’era Pappalardo. Poi ci sono i ricordi televisivi, storici: mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata, la messa all’Ucciardone a cui nn vanno i mafiosi, la presa di posizione forte contro la mafia, la prima per la prima volta della chiesa cattolica siciliana, le messe al borgo vecchio, le dichiarazioni sulle bibbie di Provenzano… Ma questa appunto, è storia: solo che noi, lo sappiamo soffrendo.

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